Se il fare fosse facile…

Se il fare fosse facileAnche se sappiamo che il pensiero crea la nostra realtà, purtroppo alla fine facciamo ben poco per controllare la nostra mente. Scopriamo quali sono i problemi di questo atteggiamento sbagliato.

Desidero iniziare questo articolo con una frase che Shakespeare mette nella bocca di Porzia nel “Mercante di Venezia”:

Se il fare fosse facile come sapere ciò che era bene fare, le cappelle sarebbero chiese e le case dei pover’uomini palazzi di prìncipi.

Cosa voleva dire Shakespeare con queste parole? Applicato al campo della crescita personale, vuol dire semplicemente che tutti noi che seguiamo le indicazioni che ci vengono date dai vari guru sappiamo benissimo cosa è bene fare, ma ahimè poi non lo facciamo.

Sappiamo tutti che il dialogo interiore crea il nostro mondo esteriore – anch’io l’ho scritto più e più volte in questo blog – ma poi ci ritroviamo ogni volta a lamentarci del vicino rumoroso, della suocera rompiscatole, del politico disonesto e della pioggia che cade.

Conosciamo a menadito tutto quello che dobbiamo fare per arrivare a vivere la vita dei nostri sogni, ma poi non siamo in grado di metterlo in pratica, perchè “se il fare fosse facile come sapere ciò che è bene fare…

Quella vocina che ci parla costantemente è colei che guida, con il nostro totale permesso, la nostra vita. Le abbiamo dato carta bianca sul cosa fare della nostra esistenza, e lei non perde di sicuro occasione per prendere il controllo della nostra mente e portarci a ‘godere’ del lamento, dell’autocommiserazione, del giudizio, fino a farci pensare che è giusto che sia così, in fondo sono gli altri a comportarsi male, noi cosa c’entriamo… e, come ho letto una volta in un commento sulla pagina FB di Campo Quantico, scritto in risposta ad una mia frase che invitava al perdono: “Preferisco arrabbiarmi e vendicarmi con chi mi ha offeso, così poi sto benissimo“.

Povera anima, non sa quale male sta facendo a se stessa. Ha ragione nel dire che poi si sente benissimo, ma quel piacere che si prova nell’avere pensieri di vendetta è solo l’effetto di una droga alla quale siamo assuefatti, e che condiziona la nostra mente, in quanto ne siamo dipendenti a livello fisico (come ho scritto in questo altro articolo). Quel piacere ha un prezzo enorme, in termini di salute fisica e qualità di vita. Un prezzo che alla fine va pagato, perchè prima o poi ci verrà presentato il conto.

I due Doni

Neville Goddard, uno dei padri della Legge di Attrazione, ci ricorda che abbiamo ricevuto fin dalla nascita due immensi doni – la Mente e la Parola – dei quali non conosciamo l’immenso potere, e quindi non utilizziamo come dovremmo.
La Parola in questo caso non è solo quella pronunciata, ma anche e soprattutto quella pensata. La nostra vocina interna, appunto.

Quella vocina crea il nostro mondo e, come dice Goddard:

È il dialogo interiore che è cristallizzato nel mondo intorno a noi

Se riuscissimo a controllare i nostri pensieri in ogni momento della giornata, scegliendo solo i pensieri allineati con i nostri desideri, vedremmo materializzarsi nel mondo esterno tutto ciò che desideriamo.
La domanda allora che vi faccio è: “Cosa state creando in questo momento?

Non è solo il pensiero che avete ora nella mente quello che dovete guardare, ma piuttosto il vostro vocìo e il vostro pensiero dominante. Quale atteggiamento avete di fronte alla vita? Siatene consci, se volete davvero cambiare in meglio la vostra esistenza.

Ma leggerlo qui ora non serve a nulla se non ti impegni a modificare qualcosa dentro di te, abbandonando quello che sei stato fino ad ora e abbracciando un pensiero nuovo, un nuovo modo di essere, che si tradurrà necessariamente in un mondo nuovo intorno a te.

Queste cose di sicuro le sai già, ma forse non le hai mai messe in pratica. Le hai sentite e memorizzate, ma rispondi onestamente a questa domanda: le hai mai rese la tua principale regola di vita?
Non cambierà nulla, se internamente intrattieni sempre le stesse vecchie conversazioni di sempre e, come dice Goddard:

Non pensare nemmeno per un secondo che il sapere cosa fare farà qualsiasi cosa per te. È il fare quello che conta. Quindi, se in ogni istante di tempo sai cosa fare, allora fallo. Se ti scopri a portare avanti un dialogo interiore negativo, interrompilo, anche se ti dà piacere, come succede a molte persone che trovano così divertente criticare.

Se pensi che siano solo dei pensieri, e che nessuno pertanto ti stia ascoltando, sappi che ti sbagli di grosso.
Quei pensieri sono ordini espliciti che fai all’Universo. Sono onde di energia che si irradiano nello spazio, attirando e materializzando cose che sono in sintonia con quei pensieri, e che diverranno prima o poi la realtà che sperimenterai.

E’ l’intero Universo che ti ascolta in ogni istante della tua vita, e ti porta ciò che chiedi. Ti sembra poco?

Paolo Marrone


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Informazioni su Paolo Marrone

Da anni si occupa dello studio delle vere leggi dell’Universo, attraverso la riscoperta dei profondi legami esistenti tra le antiche dottrine orientali e le più recenti scoperte nel campo della fisica quantistica. Ha intrapreso da tempo un percorso di crescita personale attraverso la partecipazione a scuole dei migliori coach a livello mondiale, come la School of Enlightenment di Ramtha, la Mastery University di Anthony Robbins e il Quantum Leap di T. Harv Eker, solo per citare le più importanti, e ama condividere le sue scoperte e le sue riflessioni su questo blog. E’ anche co-autore di “La via della Creazione Consapevole” e autore de "Il monaco che non aveva un passato".
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9 risposte a Se il fare fosse facile…

  1. manuela schneider scrive:

    Mi rattrista considerare quante cose insulse inutili o nocive produciamo ogni giorno senza rendercene conto , a volte e’ veloce come un lampo ma quel pensiero negativo si piazza nella mente rapidissimo , non si fa in tempo a fermarlo e lui trionfante ……esiste! Come disattivarlo??
    Ciao e grazie sempre di esserci

    • Paolo Marrone scrive:

      Carissima Manuela,
      la risposta è sempre la stessa: si prende il controllo dei propri pensieri attraverso il ricordo di sè. Bisogna imparare a essere presenti a se stessi, in modo che ogni qual volta la vocina tenta di riprendere il controllo, il testimone (che si sviluppa attraverso la presenza) è in grado di bloccare sul nascere quel vocìo interiore.
      A tal proposito le letture di Brizzi e Tolle possono sicuramente aiutare.

  2. Sara scrive:

    Paolo, posso anche migliorare una situazione sentimentale con una persona specifica facendo questo esercizio? Perché non riusciamo a credere?

    • Paolo Marrone scrive:

      Certo Sara, prendere il controllo della propria mente aiuta in qualsiasi aspetto della nostra vita. E’ un percorso di crescita, e stiamo qui per percorrerlo. Non riuscirci facilmente fa parte del gioco, l’importante è almeno provarci.

      • Sara scrive:

        Paolo io ci provo ma il più delle volte mi ritrovo a pensare alle cose che temo.. Vedo proprio la scena che non desidero. Allora mi fermo e cambio rotta.. Però dentro me ho la sensazione che fallirò. Come posso ovviare?

        • Paolo Marrone scrive:

          E’ tutto normale, Sara, avere pensieri negativi. L’importante è accorgersene e cambiare rotta, come dici di riuscire a fare. Usa la gratitudine, ringraziando come se avessi già avuto quello che chiedi. E’ impossibile ringraziare ed avere sensazioni di fallimento nello stesso tempo 🙂

          • Sara scrive:

            Certo ci riesco perché sono presente e consapevole.. Ma sotto sotto quella vocina.. Sembra far da padrona!

  3. Marzia scrive:

    Mi piacerebbe approfondire l argomento della trasformazione interiore di cui parli.grazie

    • Paolo Marrone scrive:

      Marzia, per iniziare ti consiglio due libri che parlano dell’importanza della presenza e del silenzio mentale: il primo è “Il potere di adesso” di E. Tolle e il secondo è “Officina Alkemica” di Salvatore Brizzi. A seguire puoi leggere “La Macchina Biologica Umana” e “Il lavoro pratico su se stessi” di E. J. Gold.

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