Rivisita il passato per cambiare il tuo futuro

orologioCrediamo erroneamente di non poter cambiare il passato. Ma ci sbagliamo. Scopri come puoi rivisitare il passato per cambiare il tuo futuro.

Tutti pensiamo che il passato sia qualcosa di granitico, immutabile. Crediamo che esista un solo passato, uguale per tutti, e che quel passato sia scolpito in maniera indelebile nel tessuto del tempo.

Niente di più sbagliato.

Abbiamo una concezione del tempo che deriva dalla nostra limitata visione della realtà. Come ho già avuto modo di dire in questo blog, viviamo in un sogno che creiamo noi stessi, momento dopo momento, proiettando nel mondo fisico le nostre credenze inconsce, finendo poi per credere che siano verità assolute.

Il problema con il tempo è che crediamo che il passato esista davvero da qualche parte, e ne siamo costantemente influenzati. Anzi, il nostro pensare alle cose passate ci condanna a rivivere le stesse cose, dato che il pensiero è creatore. Sei ciò che pensi, e quindi il tuo pensare costantemente al passato ti fa rivivere costantemente il passato.

Siamo molto simili al criceto che corre nella ruota, convinti di andare da qualche parte. Per poterne uscire dobbiamo allora sgomberare il terreno da alcune false credenze.

Bene, prima di tutto mettevi in testa che il tempo non esiste. Lo avete sicuramente già letto su questo blog, ma qui ribadisco il concetto dicendo che tutto ciò che crediamo sia il passato, in realtà esiste solo nella nostra mente.
Pensateci un attimo. Dov’è andato a finire il vostro ieri? E il vostro compleanno passato? Dove sono gli eventi accaduti nella vostra ultima vacanza al mare?
Sono nella vostra testa. Solamente nella vostra testa. Non esiste altro luogo nell’Universo dove questi avvenimenti ancora esistano o siano mai esistiti. Tutto ciò che esiste è il momento presente, il qui e ora.

So che non è facile entrare in quest’ordine di idee, avendo da sempre creduto nell’esistenza del tempo come un continuum lineare sul quale stiamo ‘viaggiando’ mano a mano che avanziamo nella nostra vita. Pensiamo quindi che il nostro passato esista, così come esiste la strada che ci lasciamo dietro quando viaggiamo in macchina. In quel caso sappiamo che la strada dietro di noi esiste perchè la possiamo vedere riflessa nello specchietto retrovisore. Ma pensateci, lo specchietto retrovisore della nostra realtà è rappresentato solo dalla mente. I nostri ricordi sono solo delle illusioni create dal nostro cervello, memorizzate e richiamate alla mente attraverso dei processi chimici.

Processi chimici nel nostro cervello. Il passato non è che questo.

La fisica quantistica ha dimostrato che il tempo non è una entità assoluta e lineare così come la pensiamo noi. Lo sapevate che una particella può in determinate condizioni esistere contemporaneamente in diversi punti dello spazio-tempo? Di fatto nel microcosmo il tempo non esiste, o almeno non esiste così come ce lo immaginiamo.

Stanco o confuso? Non demordere. Stai per scoprire come applicare tutto ciò nella tua vita.

Cambiare il passato è possibile

Allora, se il tempo è solo una pia illusione, e il passato esiste solo nella nostra mente, qual’è la logica conseguenza? La logica conseguenza è che possiamo cambiare il nostro passato.

Cambiare il passato? Si, hai letto bene. Se il passato è solo nella nostra mente, allora è anche vero che siamo gli unici e completi padroni del nostro passato, potendolo quindi anche cambiare.

Sì ma come?
La nostra realtà è il risultato delle nostre convinzioni, quindi se siamo convinti che un certo avvenimento passato è avvenuto in un certo modo, creiamo mentalmente anche il nostro futuro come logica conseguenza del nostro passato.
Ma attenti: stiamo creando il nostro futuro sulla base di qualcosa che non esiste, che è solo rappresentato nel nostro cervello fisico attraverso sostanze chimiche.

Ecco che allora possiamo cambiare le conseguenze del passato semplicemente… cambiando il passato.
Come riuscirci? Beh, semplice, il passato è solo una rappresentazione nella nostra mente. Cambiamo quella rappresentazione e avremo cambiato il passato.

Ecco allora un esercizio che vi suggerisco di fare tutte le volte che volete cambiare qualcosa del vostro passato che non vi piace. Anzi, io vi consiglio di farlo ogni sera, comunque.

La Rivisitazione del passato

Questo processo, che chiameremo “Rivisitazione”, va fatto in una posizione comoda, per esempio quando siete sdraiati la sera nel letto per dormire. Chiudete gli occhi e rilassatevi concentrandovi sul vostro respiro. Cercate di raggiungere uno stato di completo rilassamento rilasciando uno alla volta tutti i muscoli del vostro corpo, dalla testa fino ai piedi.
A quel punto ripensate ad un avvenimento della giornata appena trascorsa che non vi è piaciuto, e che volete cambiare. Rivivetelo, ma come avreste voluto che andasse, non come è andato davvero.
Se avete avuto una discussione con qualcuno, per esempio, immaginate che tutti e due pronunciate parole diverse, con toni più pacati, e che alla fine pervenite ad un accordo finale, magari stringendovi la mano o addirittura, se è il caso, abbracciandovi. Immaginate di ringraziare quella persona e di usare parole di ammirazione e congratulazioni nei suoi confronti.

Usate questo processo con molta attenzione. Essendo uno strumento molto potente, la Rivisitazione non deve e non può essere usata immaginando rivalse o vendette verso la persona o le persone con cui siete entrati in collisione. La Rivisitazione funziona solo se la usate per portare pace nella vostra vita e in quella degli altri. Ricordate, il mondo lo state creando voi, e se create discordia, non otterrete che altra discordia.

Usate la Rivisitazione per ‘aggiustare’ il vostro passato, e anche se può sembrarvi strano o assurdo, una volta che avrete rivissuto una versione piacevole di avvenimenti spiacevoli, avrete di fatto cambiato la vostra realtà (ricordate che la realtà è solo nella vostra mente). La conseguenza è che state letteralmente riprogrammando il vostro futuro, al fine di portare più pace, serenità ed abbondanza nella vostra vita.
Ecco come uscire dalla ruota del criceto. Provare per credere.

Paolo Marrone


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Informazioni su Paolo Marrone

Da anni si occupa dello studio delle vere leggi dell’Universo, attraverso la riscoperta dei profondi legami esistenti tra le antiche dottrine orientali e le più recenti scoperte nel campo della fisica quantistica. Ha intrapreso da tempo un percorso di crescita personale attraverso la partecipazione a scuole dei migliori coach a livello mondiale, come la School of Enlightenment di Ramtha, la Mastery University di Anthony Robbins e il Quantum Leap di T. Harv Eker, solo per citare le più importanti, e ama condividere le sue scoperte e le sue riflessioni su questo blog. E’ anche co-autore di “La via della Creazione Consapevole” e autore de "Il monaco che non aveva un passato".
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41 risposte a Rivisita il passato per cambiare il tuo futuro

  1. gabriella scrive:

    Grazie per aver condiviso questa perla!

  2. Graziana Barsocchi scrive:

    Bene, Paolo, sei riuscito a rendere chiaro un argomento che in passato ha tenuto il mio cervello alquanto occupato! E’ vero, con un copia-incolla come faremmo su una pagina del nostro computer possiamo sovrapporre pensieri ed immagini positive su qualcosa che non ci ha soddisfatti, che sia avvenuto tanto tempo fa o da solo qualche minuto. Mi sono accorta che se ricreo nella mia mente in modo sereno e amorevole un evento passato, l’incontro successivo con qualcuno con cui non ho facili rapporti risulta molto più piacevole, come se quella persona si fosse accorta del mio “trucco” e mi strizzasse l’occhio, e non avesse aspettato altro! Il passato “rivisitato” ci può davvero dare una vita migliore e generosa, quel futuro su cui abbiamo un grande potere creativo. E scendere dalla ruota è un grande sollievo, grazie!

  3. carla scrive:

    Si può fare, e l’ho fatto per situazioni lontane,ma il presente non è cambiato, nel senso che anche se sono tornata all’evento, realizzato una conclusione felice nel presente poi i rapporti con quella persona son rimasti comunque poco belli..quindi a che serve fare stà sceneggiata? La mia non è una critica, solo una richiesta di chiarimento.Grazie

    • Paolo Marrone scrive:

      Carissima Carla,
      più un evento è lontano, e più è difficile cambiarne gli effetti sulla propria mente. Ecco perchè nell’articolo consiglio di farlo immediatamente, ogni sera. Se si fa passare del tempo il nostro pensiero va sempre a quell’evento rivivendolo così com’è o, peggio ancora, immaginando situazioni di rivalsa o vendetta. Questo non fa che stratificare i sentimenti di rabbia nel nostro inconscio, rendendoli molto difficili da sradicare.
      La rivisitazione poi va fatta ‘sentendo’ veramente sentimenti di amore e perdono verso l’altro. La Rivisitazione è solo una tecnica di perdono, nient’altro. Ma deve trattarsi di perdono vero e sincero.
      Per situazioni più lontane nel tempo e quindi più ‘cristallizzate’ questo processo va ripetuto più volte in diversi giorni, fino a che non si sente di aver davvero perdonato quella persona.
      Un caro abbraccio
      Paolo

      • roberta scrive:

        beh ho fatto bene a leggere i commenti perchè questo è il mio cruccio far tornare dritta una cosa storta da tanti anni da oggi comincerò a lavorarci e sono già felice di come andrà a finire perchè voglio essere felice
        grazie grazie grazie

  4. Enrico Attilio scrive:

    Si avvicina molto al sufismo… Grazie

  5. Enrico Attilio scrive:

    Anche Eintein ne era convinto….Molto interessante!!!

  6. Ugo scrive:

    Molto interessante Paolo, proverò anche questo approccio ai ricordi passati, ho la sensazione che possa portare a risultati inaspettati. Grazie.

  7. Framcesco Riccio scrive:

    Ho letto con molto interesse questa riflessione.
    Parte con una affermazione fulminante, il passato non esiste, per risolversi però con un invito moraleggiante, tipo religione olistica, a ripensare al passato in chiave mistica.
    Credo invece molto più interessante lo spunto di partenza, la considerazione sullo spazio-tempo proprio alla luce delle moderne scoperte della scienza quantistica. Come non esiste un passato, così non esiste un futuro, nè tantomeno un presente, o meglio coesistono tutti e tre nello stesso “momento” a seconda di come li osserviamo. E solo la limitatezza del nostro cervello che ce ne fa percepire solo qualche aspetto.
    Con stima,

    • Paolo Marrone scrive:

      Carissimo Francesco,
      desidero premettere, così come ho più volte scritto, che questo blog non ha la pretesa di essere un blog scientifico, se non altro perchè, non essendo uno scienziato, non avrei titolo a scrivere di argomenti strettamente scientifici.
      Ma non è questo lo scopo del mio blog. Le mie considerazioni derivano da una attenta lettura di diversi testi, più o meno scientifici, che mi portano a fare delle riflessioni che poi amo condividere con chi avrà la pazienza di leggermi.
      Detto questo, però, desidero anche ribadire che oggi, alla luce degli esperimenti di laboratorio, è molto difficile dire qual’è il confine tra ciò che è olistico e cosa invece è scientifico. Chiunque provi a fissare tale barriera sarà destinato inesorabilmente ad essere smentito prima o poi, e a rivedere la sua linea di confine mano a mano che la scienza ci svelerà altre ‘stranezze’ del mondo che andiamo a misurare nei nostri laboratori.
      E’ fuori dubbio che l’osservatore influisce sull’entità osservata, anche a ritroso nel tempo. Questo è un fatto. E allora chi può dire quanto le conseguenze di questo fatto siano ‘olistiche’? Rimanere solo su di un lato della barricata ci farebbe perdere di vista l’intero Disegno, del quale abbiamo per il momento solo una parziale e distorta visione. Ho letto molto sulla fisica quantistica, ma ogni libro strettamente scientifico a mio modesto parere manca il vero obiettivo, che è quello di spiegare come funziona davvero la realtà. Secondo me oggi la scienza è solo in grado di illustrare gli effetti, ma fallisce del tutto, o forse non prova nemmeno, a spiegare qual’è la causa, la vera causa di ciò che osserva. Ma forse il concetto stesso di scienza va rivisto, altrimenti si resterà imprigionati in ragionamenti ‘razionali’ che purtroppo stanno mostrando i loro evidenti limiti nello spiegare la realtà ultima delle cose.
      Mi scuso per la mia verbosa risposta, e ti ringrazio per l’interessante spunto di discussione.

    • BERNARDONI RITA scrive:

      Sono piuttosto d’accordo con Francesco Riccio nel constatare che il passato, presente e futuro potrebbero coesistere (o forse coesistono già) se la nostra mente potesse percepirli. Infatti ho sperimentato con una certa frequenza il possibile coabitare dei tre tempi anche se solo una frazione di secondo. Mi piace pensare che potrebbe essere solo l’inizio di una facoltà di percezione possible da raggiungere.

  8. Matteo scrive:

    Il fatto e’ che spesso sei trattato dagli altri con il ricordo che protraggono di te anche se tu non sei piu quello.

  9. Massimo scrive:

    Davvero un’ottimo spunto di riflessione. L’unica perplessità deriva dal fatto che il “presente” e il “futuro” non potrebbero essere stati condizionati da un unico evento facilmente individuabile, ma da più eventi lontani nel tempo e magari sepolti nell’inconscio. Come venirne a capo?

  10. elly scrive:

    Se fosse così facile! Vorrei tanto rivivere in modo diverso alcuni momenti del mio passato che mi hanno portato ad essere nevrotica…

  11. Paola scrive:

    Credo che non possa funzionare per tutti, forse solo per i pochi che hanno già lavorato per essere compassionevoli. Se non si abbandonano prima quelli che il Budda chiamava i difetti mentali o comunque i condizionamenti ricevuti si sta tutte le sere a fare questo esercizio e puntualmente il giorno dopo ci si ritrova al punto di partenza. Bisogna cambiare se stessi e allora cambia il passato, il presente e il futuro perchè si vive veramente solo nel momento presente ed in presenza mentale.

  12. Sonia Turbati scrive:

    Il passato esiste sennò noi faremmo ancora engue come i neonati..siamo il risultato di scelte ed esperienze…dobbiamo trovargli una collocazione che non sia nel presenre….

    • Paolo Marrone scrive:

      D’accordo con te Sonia. Infatti non ho detto che il passato non esiste, ma che esiste solo ed esclusivamente nella nostra mente. Il passato è racchiuso solo nelle sinapsi del nostro cervello, e quindi non è altro che una serie di processi chimici. Nient’altro. Quello che voglio dire nell’articolo è che, in quanto esistente solo nella nostra mente, abbiamo pieno potere di cambiare il nostro passato. Possiamo ‘rivisitarlo’ e riviverlo in modo diverso affinchè i brutti ricordi e le esperienza negative smettano di incidere sulla nostra vita e condizionare il nostro presente. Questo è il messaggio contenuto nel mio articolo. Un caro saluto.
      Paolo

  13. Antonio scrive:

    Ciao, è la prima volta che mi trovo a leggere un articolo sul tuo blog e devo dire di essere rimasto molto affascinato dai contenuti che esponi. La tua pagina è subito finita nella mia lista di segnalibri! Mi chiedevo, comunque, se la tecnica di cui hai parlato può funzionare anche per gettare una luce diversa (per così dire) su avvenimenti che non riguardano strettamente i nostri rapporti interpersonali. Provo a spiegarti: in questi giorni sto frequentando un centro per il recupero di anni scolastici, purtroppo smisi di studiare in giovanissima età (non che ora sia anziano, ma ho reso l’idea, credo) e da un po’ di tempo a questa parte avverto il peso di quella sciagurata decisione. Continuo a ripensare a quei pochi mesi durante i quali mi trovai a viaggiare quotidiniamente in autobus per raggiungere la sede dell’istituto presso cui studiavo, e non faccio altro che maledire me stesso per non averci provato con maggior determinazione. Tutto ciò nasce dal disagio che provo ogni qualvolta salgo sullo stesso autobus, a 14 anni di distanza dal “fattaccio”, e mi ritrovo in compagnia di ragazzi molto più giovani di me. Credi che sia possibile in qualche modo “rivisitare” quel periodo così distante per evitare di continuare ad autoflagellarmi su ciò che, come tu mi insegni, in sostanza non esiste? Ti ringrazio fin da ora e mi scuso per essermi dilungato!

    • Paolo Marrone scrive:

      Certo Antonio, puoi rivisitare quei momenti per perdonare te stesso. Quello che devi fare è ringraziare quel ragazzo, sentendo immenso amore e gratitudine per quello che sei stato. Ogni esperienza ha il suo valore, e solo il tempo può rivelarci quale dono era celato in ogni decisione che abbiamo preso. Smettila di darti addosso e amati con tutto il cuore. 🙂

  14. Stefano scrive:

    in questo blog ho trovato articoli molto interessanti ed esposti in modo molto semplice e comprensibile. Questo sul passato mi ha veramente sorpreso!
    Grazie!

  15. Anota scrive:

    Articolo interessante. Tuttavia mi chiedo… Non c’è il rischio di rasentare la follia se ci si convince che un evento in realtà non è stato doloroso oppure è successo in modo diverso?

    • Paolo Marrone scrive:

      Non credo proprio. La vera follia è credere che gli altri siano separati da noi. La vera follia è pensare che sia nostro diritto nutrire rancore verso l’altro. Questa è la vera follia, nella quale siamo già tutti immersi fino al collo. Gli effetti di questa follia li vediamo tutti i giorni, basta aprire un giornale. E’ incredibile come difendiamo con forza il diritto a stare male. Il problema è che siamo vittime (consezienti) del nostro ego, che ci fa credere che sia giusto crogiolarsi nel rancore, rimuginando giorno e notte sui torti subiti. E’ un atteggiamento tanto stupido quanto dannoso. E’ come bere veleno sperando che sia l’altro a morire.

  16. Dana scrive:

    Buongiorno,
    articolo interessante … esiste un passato concretizzato anche da immagini e video create…. esiste un passato in cui si ha sofferto per la perdita di una persona cara… il dolore per la loro morte esiste… una malattia che ha messo a dura prova una famiglia a cui non si riesce a dare spiegazione… quel sentimento di impotenza e di senso di colpa per non aver fatto o detto abbastanza… potrei provare a cambiare i miei momenti.. ma come faccio a togliere quel senso di colpa ingiustificato alla persona che ha subito di più … che si è ritrovata senza marito da un giorno all’altro… certo non si può far tornare in vita qualcuno… ma si vorrebbe tornare indietro almeno per confessare i nostri sentimenti e per dare un abbraccio e un bacio in più…. grazie e scusi per lo sfogo… soffro tantissimo e qualcuno più di me…

    • Paolo Marrone scrive:

      Carissima Dana, non confondere quello che la tua mente ricorda con la realtà delle cose. Il passato non esiste, se non nella tua mente. Non stai male per gli avvenimenti accaduti, ma solo ed esclusivamente per quello che tu immagini di tali avvenimenti. Non è un gioco di parole. Quel passato non è da nessuna parte, e se ci pensi converrai con me che non può essere altrimenti. Guardati attorno: esiste forse un luogo in cui le cose passate esistono e stanno vivendo in questo momento? No, se non nella tua mente. Sei tu che continui a farlo rivivere coi tuoi pensieri. Non è qualcosa che ha vita a se stante. Sei tu che puoi decidere cosa farne, perchè sei tu che continui a dargli vita. Se qualcuno ti ha fatto del male, perdonalo. Se ti senti invece in colpa per qualcosa che avresti fatto agli altri, perdona te stessa. Il perdono trasforma e scioglie i nodi del passato, e così modifichi anche il tuo presente, e di conseguenza il tuo futuro. Vivi nel presente, esci dalla prigione in cui ti sei voluta rinchiudere, e di cui solo tu hai le chiavi.

  17. Veronica scrive:

    Possiamo cambiare il passato,tranne un lutto doloroso..

  18. Luigi scrive:

    Nei suoi testi Neville Goddard parla anche di casi di guarigione accaduti applicando la correzione di ricordi di eventi accaduti.
    Che ne pensi Paolo?

    • Paolo Marrone scrive:

      Totalmente d’accordo. Sono assolutamente convinto che la rimozione dei blocchi del passato possa avere una influenza sul nostro stato di salute attuale, che è fortemente influenzato dall’idea che abbiamo di noi, attraverso gli eventi accaduti nella nostra storia passata. Come ho più volte scritto, il passato è solo dentro di noi, e influenza ahimè il nostro presente. Abbiamo il totale controllo su questa influenza, basta saperlo e applicare le giuste tecniche.

  19. Alessandra scrive:

    Stupendo!
    Ma…riprendendo lo scritto di Dana, foto ed immagini del passato, di persone che magari non sono più accanto a noi, sembrano concretizzare quanto esiste nella nostra mente…i ricordi, il passato.
    Grazie molte Paolo per rendere fruibile anche a neofiti come me, con chiarezza, semplicità e positività, una materia un pò ostica 🙂
    un caro saluto
    Alessandra

    • Paolo Marrone scrive:

      Alessandra, anche le foto, così come la nostra memoria biologica, non sono altro che processi chimici che permettono di mantenere un’informazione memorizzata. Se guardi una foto e ricordi quello che è raffigurato in essa, non puoi che farlo nel momento presente. Ecco l’inganno in cui cadiamo. Crediamo nell’esistenza di un passato che pensiamo reale, ma che in realtà non può esistere se non nel momento presente. Quando non guardi quella foto e quindi non attivi il ricordo, quell’evento semplicemente non esiste, se non nella tua mente. So che non è facile. Il tempo è una grande illusione che è difficile scardinare, perchè per farlo dobbiamo mettere in discussione certezze che abbiamo costruito nell’intero arco della nostra vita.

  20. Roberto scrive:

    Consiglio anche di scrivere su carta o computer un piccolo racconto “modificato” come dice Paolo..
    Leggerlo prima di dormire o appena svegli.

  21. giampiero scrive:

    Buongiorno, ho apprezzato l’articolo e credo sinceramente che l’abitudine di rivivere certi episodi dotati di una carica emotiva dovrebbe continuare a far parte della nostra cultura.
    Liberando l’energia che contengono certi ricordi, penso si potrebbero gettare nella spazzatura molte preoccupazioni, senza farmaci o psicoterapia. Conoscendo, nel contempo, molto meglio almeno noi e le nostre reazioni automatiche.

  22. Franc scrive:

    Ciao Paolo e complimenti per l’articolo. Nei commenti ho letto che più è lontano un ricordo e più è difficile trasformarlo e questo mi turba non poco. E’ da anni che lavoro alla mia percezione di “povertà” dovuta appunto dal modo in cui sono cresciuto, nella scarsità. Ho molti ricordi di mia madre che piangeva perchè non potevamo pagare le bollette, io che a scuola non avevo le cose che avevano gli altri (neanche un compasso che rubai ad un compagno… e avevo 7 anni), il grembiule, insomma si è capito. Ora da adulto continuo a vivere questa situazione (ovviamente non rubo) e sono in gravi difficoltà econimiche (si parla di affitti arretrati). Io non so più cosa fare. Ho lavorato su convinzioni e quant’altro, eft, affermazioni e meditazioni, e non so cosa fare. speravo questo potesse aiutarmi ma appunto ho letto che rivisitare ricordi lontani non serve.
    Insomma, io non riesco a percepire abbondanza pur lavorandoci ogni giorno. Puoi darmi qualche altro suggerimento?
    Grazie.

    • Paolo Marrone scrive:

      Carissimo Franco, stai puntando alla causa sbagliata. Nel tuo caso esistono sicuramente una serie di credenze sbagliate sul denaro derivanti dall’insegnamento ricevuto fin da piccolo, ma il principale problema è che ti sei identificato in quella persona, credi cioè fermamente di essere colui che ha un blocco causato dai condizionamenti, e ne hai fatto la tua identità.
      Sposta la tua attenzione da ‘ho un problema con i soldi’ a ‘credo erroneamente di avere un blocco che mi condiziona’. Porta alla luce questa tua convinzione, osservala con attenzione, analizzala, e considerala solo una falsa credenza che ha causato una falsa identità. E’ sulla tua falsa identificazione che devi lavorare, non sul blocco verso il denaro. Togli il denaro dall’equazione. E’ un lavoro di sradicamento da fare attraverso la luce della consapevolezza, dall’alto della tua vera natura, senza identificarti nella persona che ha il problema. E’ questo che devi fare durante le meditazioni.
      Un altro consiglio che mi sento di darti è quello di fare una lista di cose belle che fanno parte della tua vita (sei vivo, sei in salute, hai sicuramente dei familiari o degli amici che ti vogliono bene, ecc.), e di essere continuamente grato ad ognuna di esse. Leggi quella lista ogni mattina e ringrazia ad alta voce, sentendo immensa gratitudine verso le cose belle che riempiono la tua vita.

      • Franc scrive:

        Ciao Paolo e grazie infinite per la tua risposta! Cosa significa davvero “osservare”? E’ una cosa che sto facendo, ma in effetti non capisco cosa significa. Come faccio ad osservare una “convinzione” o un “emozione nel corpo?”. Non comprendo forse ancora la mia vera natura..

        Ecco, poi sul sentimento di gratitudine ho altrettante difficoltà. Essere spontaneamente grato non mi viene così facile e non sento il sentimento o l’emozione.

        Grazie ancora per la tua risposta!

        • Paolo Marrone scrive:

          Osservare una propria emozione vuol dire osservare in modo distaccato le sensazioni fisiche ed emotive che si manifestano al nostro interno. Chiudi gli occhi e ‘senti’ tutto ciò che accade nel tuo corpo mentre sei assalito da una forte emozione. Osserva e basta, non devi fare altro, cercando di non identificarti con ciò che provi, esattamente come farebbe uno scienziato che osserva gli effetti di un esperimento. Avere gratitudine per qualcosa che non si ha è molto difficile, sono d’accordo con te, ma l’esercizio da fare è essere grato per ciò che già si ha, come la casa, i propri affetti, il lavoro, la propria macchina, o il letto che ci ospita e ci tiene al caldo ogni notte. Se ti guardi attorno noterai decine di cose che rendono bella la tua vita. Perchè non ringraziarle?

  23. Martina scrive:

    Salve,trovo molto interessante l’articolo e vorrei porre una domanda..
    Se io modifico il mio passato in una relazione terminata
    Questa relazione potrebbe ritornare ?

    • Paolo Marrone scrive:

      Non pensare al passato, oramai è andato. Pensa a cosa vuoi nel futuro, in termini di sensazioni, non di persone, e lascia che sia l’Universo a decidere se quelle belle sensazioni te le darà il tuo ex o una persona diversa. Mai porre limiti a ciò che puoi ottenere.

  24. Carpano Antonio scrive:

    Sono incuriosito da questa idea del passato. La trovo molto interessante, cercherò di elaborarla.

  25. paolo manzelli scrive:

    incontro per pensare al futuro ; Egocreanet Cluster ,incontro 10 Sett. 2019 sesto f.no (FI) .egocreanet2016@gmail.com
    Invito :
    Nella scienza classica la scienza aveva un comportamento universale mentre oggi con la difficolta di capire la quantistica come riferimento innovativo ed universale, la scienza si e ridotta ad opinione opinabile da chiunque perche priva di criteri condivisi e compresi universalmente. Cosi davanti ad un pericoloso cambiamento climatico molti prediligono una strategia di adattamento al cambiamento che non agisce sulle cause e i criteri di sviluppo poice tende a mantenere costanti i riferimenti paradigmatici della scienza classica anziche puntare al una profonda modifica scientifica che vada ad impattare decisamente sul cambiamento delle logiche dello sviluppo produttivo industriale ormai obsoleto. In questo Contesto di indeteminazione Egocreanet Cluster propone invece di iniziare a Ricostruire le fondamenta cognitive della nuova Scienza Bioquantica della vita su criteri di una nuova percezione paradigmatica della realta da sviluppare con modalita creative piu complesse e meno riduzioniste e lineari di quelle affermatesi nella visione “meccanica” della scienza tradizionale. Paolo Manzelli 335/6760004

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