10 Ottobre 2026
Campo Quantico

7 pensieri su “Quello strano esperimento che va a modificare il passato…”

    1. La felicità non si perde nè si recupera. La felicità è sempre a portata di mano e non si separa mai da noi, essendo la nostra natura. Non sei felice quando non sei nel qui e ora, rimuginando il passato o preoccupandoti del futuro. Ti consiglio la lettura de “Il Potere di Adesso” di E. Tolle, o il mio libro “Il monaco che non aveva un passato”.

  1. “Praticamente, è come se l’elettrone, una volta davanti al sensore, riuscisse ad avvisare in qualche modo se stesso nel passato, facendo in modo che potesse cambiare il suo comportamento.”

    E perchè non ipotizzare che l’elettrone possa prevedere il futuro? O meglio, “leggere” per bene il presente, interpretando tutti quegli atti/segni che hanno portato il sensore ad essere posizionato dopo l’apertura? Cosa prova che il sensore è stato posizionato senza rilasciare tracce quantistiche che, lette/individuate dall’elettrone abbiano portato alla sua decisione di comportarsi come particella?

    1. Antonio, l’elettrone non può prevedere il futuro per il sempolice motivo che il tempo è solo una nostra costruzione mentale. In fisica il tempo non viene considerata un’entità osservabile. Inoltre, stiamo parlando di una particella elementare, che non puo’ “interpretare” o fare ragionamenti di alcun tipo. Ma anche se potesse, quando non viene osservata semplicemente non esiste, quindi come potrebbe una cosa che non esiste fare o “interpretare” qualcosa? La fisica quantistica ci sta descrivendo un mondo che, seppur strano e lontano dal nostro modo di concepire, è davvero molto semplice. E’ talmente semplice che la nostra mente fa fatica ad interpretarne le conclusioni logiche, legata com’è alla credenza di vivere in un mondo “complesso”.

      1. Buongiorno Paolo, avrei un quesito, in un tuo post hai scritto: “Cambiare il passato? Si, hai letto bene. Se il passato è solo nella nostra mente, allora è anche vero che siamo gli unici e completi padroni del nostro passato, potendolo quindi anche cambiare.”
        Il processo della “Rivisitazione” di cui spieghi il meccanismo è uno strumento utile per eventuali dissidi che si vengono a creare tra persone o è valido anche per azioni che possono creare conseguenze?
        Faccio alcuni esempi di fantasia: festa di compleanno del consorte che fa lo gnorri con giovane ragazzina, rovescio torta sulla testa della stessa e il padre, famosissimo avvocato, mi denuncia. Oppure esco di casa dimenticando il cinghiale in salmì sul fuoco, torno alla sera e la mia casa è andata a fuoco.
        Sarebbe possibile uscire dalle conseguenze future solo con l’esercizio della “rivisitazione”?
        Il passato è fatto sicuramente di ricordi che, sono d’accordo con te, si possono cambiare, addolcire, smussare, lasciare andare, ma le azioni, quelle restano, coinvolgono altri oggetti e soggetti, altre menti, come è possibile intervenire e cambiarlo? Come è possibile uscire al casello precedente se abbiamo sbagliato e siamo in autostrada? Come è possibile modificare il corso degli eventi?
        In attesa della tua graditissima risposta un cordiale saluto.

        1. Lidia, la realtà accade tutta nella nostra mente, è vero, ma è anche vero che tutto ciò che accade lo fa in base alle nostro credenze su come il mondo debba comportarsi. Quindi se mi butto da un ponte ho quasi la certezza di sfracellarmi, indipendentemente dal fatto che quello che accade sia o meno un’illusione, per il semplice motivo che la nostra cieca fede nel fatto che questa illusione sia vera, fa sì che gli effetti abbiano un reale effetto su di noi. Cambia le tue credenze, e il mondo cambia, questo è il principio su cui si basa il processo di rivisitazione, ma ribaltare credenze molto profonde che abbiamo “stratificato” nel nostro essere fin dalla nostra nascita, come per esempio il fatto che alcune nostre azioni abbiano necessariamente delle conseguenza scontate e prevedibili (come essere denunciati se picchiamo qualcuno) è molto, molto difficile, e sicuramente non basta aver letto su qualche libro che il mondo è solo un’illusione.

  2. E’ capitato a me. Avevo acquistato delle collane con dei foulard. Uscita dal negozio, adagio le collane sul fondo della busta di carta mettendo sopra i foulard per non farle uscire da essa. Poi misi la busta nel baule dell’auto. Quando giorni dopo andai a prenderla, non so come ma i foulard c’erano, e le collane no. Ho cercato in ogni dove, ma niente. L’unica cosa che non feci fu chiamare il negozio per vedere se le avevo dimenticate lì (visto che le misi con le mie mani sul fondo della busta poco prima di metterle nel cofano). Impazzendo cercando di ritrovarle, decisi di fare una preghiera /rito ad un’entità animista per ritrovarle. Poco dopo, mi venne in mente di contattare la commessa del negozio per chiederle se poteva provare a cercarmi due collane uguali a quelle smarrite. Con mia enorme sorpresa, ella mi disse che io le avevo dimenticate lì! Si ricordava bene di me, poco dopo che uscii dal negozio si accorse che non le avevo prese dal bancone e me le aveva messe da parte. Me le ha descritte, erano proprio le mie. Come spieghi tutto ciò? Con la teoria degli universi paralleli e io fatto che il presente “modifica” tramite volontà (impressa nel rito) il passato in modo da giustificare ciò che io ho desiderato ed ottenuto?

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