Ci sono persone che leggono due righe, guardano i primi 2 minuti di un mio video, scorrono distrattamente un articolo mentre aspettano il caffè, e poi sentono l’irrefrenabile bisogno di “dire la loro” come se avessero davvero compreso, come se fossero entrate nel cuore di un pensiero costruito in anni di ricerca, libri, riflessioni, esperienze, dubbi, cadute, intuizioni, revisioni interiori.
Come se bastasse affacciarsi alla finestra di una casa per pretendere di discuterne le fondamenta.
Mettiamo allora le cose in chiaro.
Tu sei libero di non essere d’accordo con ciò che scrivo. Ci mancherebbe. Sei libero di leggere, non leggere, seguire, non seguire, restare, andartene. Non ho mai preteso di convincere tutti, né mi interessa farlo.
Ma c’è una differenza enorme tra dissentire dopo aver compreso e reagire perché qualcosa ha disturbato le tue convinzioni.
La maggior parte delle obiezioni che leggo non nasce da una reale comprensione di ciò che porto avanti. Nasce da una lettura superficiale, da una frase estratta dal suo contesto, da un concetto ascoltato a metà, da una reazione dell’ego travestita da pensiero intelligente.
E allora no, non funziona così.
Se non hai mai letto un mio libro, che ci stai a fare qui?
Se non hai mai letto un mio libro, se non conosci il percorso che collega i concetti di realtà illusoria, Coscienza, osservazione, responsabilità, creazione, disidentificazione e libertà interiore, non stai discutendo con me. Stai discutendo con una caricatura mentale che ti sei costruito da solo.
E quella caricatura non mi riguarda, nè mi interessa conoscerla.
Non si tratta di essere d’accordo o in disaccordo. Questo è il punto che molti non afferrano.
Si tratta di aver capito o non aver capito.
Perché il dissenso, quando nasce dalla comprensione, è persino prezioso. Può aprire spazi, chiarire sfumature, costringere a guardare meglio. Ma il dissenso che nasce dall’ignoranza del contesto è solo rumore. È l’ennesimo tentativo dell’ego di sentirsi al centro della scena, anche quando non ha nulla da dire.
E capisco che questa frase possa risultare dura.
Ma è finito il tempo delle carezze date a chi entra in casa tua senza togliersi le scarpe e pretende pure di spiegarti come arredarla.
Chi segue i miei contenuti deve sapere una cosa: qui non si viene per consumare opinioni veloci. Qui non si viene per cercare frasette da confermare o da demolire. Qui si entra in un percorso. E un percorso richiede attenzione, umiltà, disponibilità a sospendere per un attimo la propria presunta intelligenza.
Perché spesso ciò che chiamiamo “intelligenza” è solo una difesa molto ben vestita.
Una persona realmente intelligente, quando sente di non aver colto fino in fondo un pensiero, non si precipita a commentare. Si ferma. Approfondisce. Oppure, molto più semplicemente, riconosce che quel linguaggio, quella visione, quel modo di guardare il mondo non fanno per lei.
E va altrove.
Non c’è nulla di male.
Il mondo è pieno di autori, canali, maestri, divulgatori, intrattenitori, influencer e dispensatori di certezze facili. Se ciò che scrivo ti irrita, ti disturba, ti sembra assurdo o lontano dal tuo modo di vedere la realtà, hai una strada semplicissima davanti a te: non seguirmi.
Non devi convincermi, o riportarmi “alla ragione”, nè devi salvarmi dalle mie idee.
Non devi lasciare il tuo piccolo manifesto personale sotto ogni post, come se il mondo stesse aspettando proprio la tua visione per rimettersi in asse.
Forse, semplicemente, questo spazio non è per te.
E va benissimo così.
Ma se resti, almeno fallo con rispetto. Non per me come persona, ma per il lavoro che c’è dietro. Per i libri scritti. Per le idee sviluppate. Per un percorso che non può essere liquidato con un commento scritto di fretta tra una notifica e l’altra.
Io non scrivo per compiacere tutti.
Scrivo per chi sente che dietro l’apparenza del mondo c’è qualcosa da smascherare. Scrivo per chi ha il coraggio di mettere in discussione le proprie certezze più profonde. Scrivo per chi non cerca conferme, ma fratture. Per chi intuisce che la realtà non è ciò che sembra e che la vera rivoluzione non consiste nel cambiare opinione, ma nel cambiare il punto da cui si guarda.
Quindi sì, da oggi il confine è più netto.
Puoi non essere d’accordo, puoi anche andartene.
Ma se vuoi discutere seriamente, prima entra davvero nel pensiero che pretendi di contestare.
Perché altrimenti non stai opponendo una visione.
Stai solo mostrando al mondo il punto esatto in cui ti sei fermato.
Paolo Marrone
