Leggiamo tantissimi libri, ascoltiamo altrettanti maestri e guru che ci dicono tante belle cose su come progredire nel nostro percorso di crescita personale, ma poi, alla resa dei conti, ci accorgiamo che non riusciamo a mettere in pratica tutte quelle nozioni che abbiamo appreso. Vediamo, con l’aiuto di una piccola storiella, cosa fare per risolvere il problema.
C’era una volta un discepolo di una scuola Zen che un giorno chiese al suo Maestro: “Maestro, ho letto praticamente tutti i libri che lei mi ha consigliato, ho seguito alla lettera ogni suo insegnamento, ma non vedo ancora grandi risultati. Mi indichi dove sto sbagliando”.
Il Maestro gli rispose: “Prendi quella scacchiera che vedi su quel tavolo e portala qui”. Il discepolo fece come il Maestro gli aveva indicato.
“Bene” – continuò il Maestro – “ora ascoltami bene. Su questa scacchiera sono poggiate alla rinfusa delle pedine nere e bianche, in egual numero. La regola di questo gioco è quella di disporre le pedine sulla scacchiera facendo in modo che su ogni riga ci siano alla fine un egual numero di pedine bianche e nere. Sei pronto?”
“Certo” – rispose il discepolo – “le regole del gioco sono molto semplici, credo di poterlo fare facilmente”
Il Maestro allora tirò fuori un drappo nero da una tasca del suo abito e chiese al discepolo di usarlo per bendarsi gli occhi prima di iniziare a disporre le pedine. “Ma Maestro” – esclamò stupito il dicepolo – “come potrò mai mettere le pedine in modo corretto sulla scacchiera senza poter vedere ciò che sto facendo?”
“Ecco la risposta alla tua domanda” – rispose il Maestro accennando un sorriso – “Tutti i libri che hai letto e gli insegnamenti ricevuti sono serviti solo a fornirti la conoscenza sulle regole che governano il mondo. Sono regole indispensabili, perché senza di esse non sapresti come affrontare le vicissitudini della vita, ma non bastano. Devi anche levarti le bende dagli occhi, perché nonostante le tue conoscenze, sei ancora cieco alla verità, e i tuoi occhi non vedono come è fatto davvero il mondo.”
Questa piccola storiella ci fa comprendere una cosa molto importante: non importa quanto bene abbiamo compreso le regole, non possiamo giocare al gioco della vita con gli occhi bendati. La conoscenza, benché indispensabile, non può bastare se continuiamo a vedere le cose sempre con gli stessi occhi.
Sappiamo che il mondo è un’illusione, e che lo stiamo creando noi, ma nonostante ciò continuiamo ad averne paura, perseverando nei nostri soliti atteggiamenti di lamentela, rabbia e giudizio ogni qual volta ne abbiamo l’occasione. Dimentichiamo di avere a che fare sempre e solo con noi stessi quando vediamo qualcosa o qualcuno che non ci piace.
Dobbiamo toglierci le bende dagli occhi se voglimo davvero progredire in questo percorso di crescita. Ma come fare?
Entriamo nell’ottica di essere gli unici responsabili di tutto ciò che ci accade, piacevole o spiacevole che sia. Per farlo dobbiamo ricordare a noi stessi, più spesso che possiamo, che stiamo vivendo in un sogno, e che tutto ciò che ci appare reale e separato da noi è solo frutto di un’allucinazione, alla quale crediamo ciecamente.
Colgo l’occasione per indicarvi una tecnica molto semplice che Osho ci ha suggerito in uno dei suoi tanti insegnamenti per toglierci finalmente le bende dagli occhi e comprendere che tutto ciò che vediamo è illusorio.
OSHO: PENSA CHE TUTTI I FENOMENI SIANO SOGNI
Questa è una tecnica estremamente potente.
Iniziate a contemplare in questo modo: se state camminando per strada …
contemplate che le persone che passano sono tutti sogni.
I negozi e i negozianti …
i clienti e le persone che vanno
e vengono … sono tutti sogni.
Le case … gli autobus …
il treno … l’aereo … sono tutti sogni.
Sarete immediatamente sorpresi da qualcosa di enorme importanza
che accade dentro di voi.
Nel momento in cui pensi che
“Tutti sono sogni” improvvisamente … come un lampo …
una cosa entra nella tua visione:
“Anch’io sono un sogno”.
Perché se il visto è un sogno …
allora chi è questo ‘io’?
Se l’oggetto è un sogno …
allora il soggetto è anche un sogno.
Se l’oggetto è falso …
come può il soggetto essere la verità? Impossibile.
Se guardi tutto come un sogno … improvvisamente troverai qualcosa
che sfugge dal tuo essere:
l’idea dell’io.
Questo è l’unico modo per far cadere l’ego … e il più semplice.
Basta provare
meditare in questo modo.
Meditare in questo modo più e più volte …
un giorno il miracolo accade:
si guarda dentro …
e l’ego non si trova lì.
L’ego è un sottoprodotto …
un sottoprodotto dell’illusione che qualsiasi cosa tu veda è vera.
Se pensi che gli oggetti siano veri …
allora l’io può esistere;
è un sottoprodotto.
Se pensi che gli oggetti siano sogni …
l’ego scompare.
E se pensi continuamente che tutto è un sogno …
poi un giorno …
in un sogno nella notte …
rimarrai sorpreso:
improvvisamente nel sogno ti ricorderai che anche questo è un sogno!
E subito …
man mano che il ricordo accade …
il sogno sparirà.
E per la prima volta vi sentirete profondamente addormentati …
ma svegli
un’esperienza molto paradossale …
ma di grande beneficio.
Per ricordarvi di eseguire questo esercizio mettete un cicalino nel vostro telefono che vi avvisi ad intervalli regolari, per esempio ogni due o tre ore, e ogni volta che lo sentite provate a fare l’esercizio proposto da Osho. Ben presto le bende caleranno dagli occhi, e potrete finalmente vedere come è fatto davvero il mondo. Garantito.
Paolo Marrone

Buonasera, Da poco mi avvicino alla fisica quantistica, e alla meditazione, Ma ogni volta che leggo che: la mente, costruisce la mia realtà, una domanda mi sorge sempre… Ma allora come faccio a comunicare con il mio amico, con mio cugino , o mia moglie, o addirittura con lei.. Anche lei e frutto della mia creazione??, se è cosi, la cosa mi rattrista, perché vuol dire che viviamo una vita da soli, osservando solamente i nostri sogni. Grazie
Ebbene sì, carissimo Emilio, siamo soli, ma non nel modo in cui immagini. Siamo soli perché siamo parte di un tutt’Uno unico, infinito ed eterno. Siamo soli perché tutto “accade” nella nostra mente, ma sentirsi soli è solo uno dei tanti effetti del considerarsi un corpo e una mente. Se abbandoni l’identificazione con chi credi di essere, e abbracci la tua reale natura, che è pura Coscienza, all’interno della quale l’intero mondo accade, comprendi che il sentirsi soli non ha alcun senso, perché sei tutto ciò che esiste. In altre parole, il concetto di solitudine non ha molto senso nel momento in cui comprendi di essere parte integrante ed indivisibile di tutto ciò che c’è.
Buongiorno,
sto leggendo “Tu sei origine” e ho già letto “Il monaco che non aveva un passato” e “La mente senza tempo”. Questo è un percorso che ho iniziato da tanti anni e so che i suoi libri sono arrivati nella mia vita nel momento in cui potevo capire e trovare le risposte che cercavo, ma c’è una domanda che si riforma sempre: in tutto questo nostro sogno come si delineano eventi come quello delle torri gemelle, Hitler, l’epidemia del covid ecc. ecc.? Grazie
Buon giorno Paolo, ho letto un paio dei tuoi libri. Ti faccio i complimenti perché li ho trovati più chiari e completi di molti libri scritti da americani su argomenti simili. mi hai aiutato a chiudere il cerchio o almeno a capire ciò che mi era oscuro sulla legge di risonanza e su alcuni aspetti di fisica quantistica (ho letto anche diversi libri tecnici e difficili sull’argomento, compreso “irriducibile di faggin”). non che ogni cosa ora abbia un senso, ma ho fatto un altro passo in avanti. da che applico tecniche di attrazione, sono successe cose assai bizzarre anche se non ho potuto consolidare i risultati nel tempo e, grazie a te, ho capito perché. potrei raccontare di come a 56 anni suonati, sia entrata nella mia vita una splendida 28enne, esattamente come l’avevo evocata. in verità non avevo specificato l’età nelle mie visualizzazioni, ma ho utilizzato, inconsapevole dell’età, per aiutarmi, la foto di un’attrice che in quella foto aveva solo 25 anni. avevo letto di aiutarsi con foto reali ma la mia scelta della foto è stata fatta con leggerezza (ho preso una foto che banalmente mi piaceva). ovviamente non ho retto la situazione a lungo perché non credevo potessi meritarmi una tale benedizione. e, come tu insegni, se non lo credevo possibile, non è stato possibile e me la sono data a gambe.in verità avrebbe potuto anche essere un amore perfetto; i problemi me li facevo io, non lei e mi li facevo e per la differenza di età e per la sfacciata di lei bellezza. ma, insomma, ho chiesto un grande amore ed un grande amore ho avuto. da allora, in verità, risultati altalenanti. come quando ho inviato una mia canzone ad un big della canzone italiana e, insomma, sembrava certo la mettesse nel suo disco, invece alla fine non se n’è fatto nulla. ma anche qui ho sbagliato: ho gonfiato molto l’aspettativa ed ho cominciato ad essere nervoso ed insicuro su tutta la faccenda. controllavo e ricontrollavo le mail ma non succedeva nulla. al di là dei desideri materiali, trovo abbastanza convincente l’impianto dell’universo che hai prospettato nelle tue pubblicazioni con buoni spunti per crescere in consapevolezza. grazie e buone cose a te.