La Magia del Principio di Indeterminazione

Principio di indeterminazioneIn natura esiste un principio secondo il quale è impossibile conoscere tutti i parametri di qualsiasi evento fisico con la massima precisione. Vediamo quali sono gli effetti di questa strana legge della fisica quantistica.

Forse questa formula non vi dice assolutamente niente:

Formula del principio di indeterminazione

Eppure in questa formula, che descrive matematicamente il Principio di Indeterminazione di Heisenberg, è racchiuso uno dei più grandi segreti della fisica quantistica, e pochi, a parte qualche ‘eletto‘, sono a conoscenza delle reali implicazioni di tale formula.

Tranquilli, non vi annoierò con strani e incomprensibili principi di fisica teorica, ma quello che voglio fare è spiegare nel modo più semplice possibile quali sono le implicazioni di una delle più importanti leggi che regolano il mondo in cui viviamo.

Cos’è il Principio di Indeterminazione di Heisenberg

Iniziamo subito con lo spiegare cos’è questo principio, che è stato studiato nel 1927 dal fisico tedesco Werner Karl Heisenberg, e poi dimostrato in laboratorio in innumerevoli esperimenti fisici.

Heisenberg enunciò che è fisicamente impossibile determinare con precisione assoluta sia la posizione che la velocità di qualsiasi particella. Cosa vuol dire esattamente? Vuol dire che se misuro con estrema precisione la posizione di una particella, non potrò in alcun modo conoscere con la stessa precisione anche la sua velocità.

Questo effetto si può spiegare facilmente con un esempio visuale. Immaginate di assistere ad una partita di tennis, e di scattare da bordo campo qualche foto della partita durante il suo svolgimento. Tornati a casa, mentre mostrate ai vostri amici le bellissime foto riprese con il vostro nuovissimo teleobiettivo, vi imbattete in questa immagine:

tennis-pallina-rete

e uno dei vostri amici vi chiede “Bella foto! Ma quanto andava veloce la pallina?”.
Vi accorgete subito che semplicemente guardando l’immagine non siete in grado in alcun modo di dare una risposta al vostro amico curioso.
Ecco quindi un esempio del principio di indeterminazione: attraverso una foto siete sicuramente in grado di determinare la posizione di un oggetto, ma lo scatto non contiene alcuna informazione riguardo la sua velocità o direzione.

Naturalmente quello della foto è solo un esempio, ma rende sicuramente molto bene quello che succede quando un ricercatore tenta di misurare con esattezza sia la posizione che la velocità di una particella all’interno di un esperimento scientifico.

Attenzione, il limite di cui vi parlo non dipende da una imprecisione degli strumenti utilizzati, o dalla perturbazione introdotta durante la misura. L’indeterminazione della misura è una proprietà fisica della natura, ed è perfettamente descritta dalla formula che vedete all’inizio di questo articolo.
In altre parole, il mondo è proprio fatto così, e l’impossibilità di conoscere sia la posizione che la velocità di una particella non dipende dal modo in cui viene effettuata la misurazione.

Che ne sa quella vocina…

Ok, direte voi, tutto molto interessante, ma che implicazioni ha questo strano principio fisico?
Non lo immaginereste mai, ma il Principio di Indeterminazione ha una serie di implicazioni che, sono sicuro, vi lascerà sicuramente senza parole.

Prima di tutto, il fatto che non possiate determinare in alcun modo tutte le variabili di un sistema fisico, vuol dire che non è possibile determinarne con precisione l’evoluzione futura. Cosa vuol dire?
Vuol dire che la nostra stupida tendenza ad ipotizzare il nostro futuro in base al passato o alla situazione presente è semplicemente senza senso. Non possiamo conoscere tutte le variabili in gioco, e quindi come possiamo determinare quello che succederà in futuro?

E di conseguenza: cosa diavolo ne sa di come andranno le cose quella vocina che avete in testa e che vi parla incessantemente, per dirvi che quel progetto non potrà avere successo, o che sicuramente quella cosa non potrà accadere?

E’ fisicamente impossibile che ne sappia qualcosa, e allora perchè le diamo sempre ragione e seguiamo i suoi stupidi consigli? Meditiamo su questo…

La formula della Creazione

Ma il bello deve ancora venire…
La formula che vedete all’inizio dell’articolo è… la formula della Creazione.
Ebbene sì, avete letto bene. Vediamo perchè.

Se, come pensavano erroneamente gli scienziati prima della formulazione dei principi della fisica quantistica, ogni istante futuro fosse determinato in modo univoco a partire dalla situazione presente, non ci sarebbe stato alcuno spazio per qualsiasi tipo di creazione. Se tutto infatti fosse già predeterminato, non esisterebbe libero arbitrio, e non potremmo in alcun modo intervenire nel modificare un destino già determinato al 100% dalla situazione iniziale.

Grazie al principio di indeterminazione, invece, abbiamo in mano un grande potere. Il fatto che l’evoluzione futura di qualsiasi evento non è determinabile al 100%, lascia proprio lo spazio necessario affinchè la Creazione possa avere luogo.
Come ho detto prima, il mondo è fatto così, e Chi lo ha concepito in questo modo ha creato quella piccola indeterminazione proprio per lasciare spazio alla possibilità di creare cose nuove che non dipendono in alcun modo dalla situazione preesistente.

Ecco che allora tutte le teorie sulla Legge di Attrazione e sul fatto che noi possiamo determinare il nostro futuro acquistano una consistenza reale, grazie proprio al fatto che la realtà esistente non può essere del tutto determinata, e che indipendentemente da quale possa essere la situazione attuale, ogni evoluzione è sempre possibile.

Non puoi conoscere il tuo futuro,
ma puoi determinarlo.

Non vi dico in che modo potete creare il vostro futuro, perchè lo spiego ampiamente sia nelle mie dirette radio, sia negli articoli di questo blog, ma ora sapete perchè è possibile farlo.

Paolo Marrone


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Informazioni su Paolo Marrone

Da anni si occupa dello studio delle vere leggi dell’Universo, attraverso la riscoperta dei profondi legami esistenti tra le antiche dottrine orientali e le più recenti scoperte nel campo della fisica quantistica. Ha intrapreso da tempo un percorso di crescita personale attraverso la partecipazione a scuole dei migliori coach a livello mondiale, come la School of Enlightenment di Ramtha, la Mastery University di Anthony Robbins e il Quantum Leap di T. Harv Eker, solo per citare le più importanti, e ama condividere le sue scoperte e le sue riflessioni su questo blog. E’ anche co-autore di “La via della Creazione Consapevole” e autore de "Il monaco che non aveva un passato".
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8 risposte a La Magia del Principio di Indeterminazione

  1. Ugo scrive:

    Limpida e coinvolgente la percezione di questa legge della fisica che ci fa ridisegnare la nostra visione del mondo, grazie Paolo!

  2. Carla scrive:

    Hi hi hi. Che bello. Mi piace creare la mia realtà. Sto cominciando a vedere i primi risultati. Anche grazie al tuo blog. Disciplina e grande forza di volontà. Il mondo può cambiare. Sta già cambiando grazie al risveglio di un grandissimo numero di esseri umani. Felice Martedì. Un abbraccio di luce e di pace.

  3. alberto sacchi scrive:

    Paradosso EPR traslato nella fisica classica.
    Due biglie identiche aventi la stessa velocità e massa ( quantità di moto) si urtano e successivamente si allontanano reciprocamente. Per il principio di conservazione avranno identica quantità di moto. Della biglia 1 misuro mv senza misurare la sua posizione e quindi mv è nota con precisione illimitata. Della 2 misuro con precisione illimitata la posizione e conosco, sempre con precisione illimitata la quantità di moto essendo identica a qualla della biglia 1. Della 2 alla fine conosco con precisione illimitata posizione e quantità di moto.

    • Paolo Marrone scrive:

      Credo che l’errore fondamentale di questo esempio sia il formulare l’ipotesi che la misurazione fatta sulla prima biglia non influenzi quella fatta sulla seconda. Non sono uno scienziato, quindi non ho le competenze per entrare in questi contro-esempi o paradossi con argomentazioni matematiche. Credo comunque che gli esperimenti di Alain Aspect, finalizzati a dimostrare le violazioni alle disuguaglianze di Bell abbiano confermato la totale non-località della realtà fisica. Misurare con la massima precisione mv vuol dire perturbare in modo significativo la posizione della prima biglia (e viceversa). Traslato nel mondo delle particelle, Aspect poté verificare che le disuguaglianze di Bell venivano effettivamente violate e che nel momento in cui lungo uno dei percorsi il fotone veniva deviato, anche il secondo fotone istantaneamente effettuava una deviazione. Credo quindi che l’assunzione che la misurazione fatta su di una particella non perturbi quella fatta sull’altra viene confutata sia a livello teorico (Bell), sia a livello sperimentale (Aspect).

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