6 Settembre 2026
Campo Quantico

20 pensieri su “Ma chi è questo Osservatore?

  1. Molto bello quest’articolo, forse l’esposizione più chiara che ho trovato su questi concetti. Ma (provo a estendere il ragionamento) ci sarebbe un punto che rimane non sondato: che cosa significa “esistere”, o meglio, che cosa vogliamo intendere? Che cosa vuol dire che “L’osservazione esiste”? Su che piano? Dal punto di vista della coscienza? Il fatto è che noi non siamo pura coscienza e non c’è solo conscienza sul nostro piano di realtà ordinario. L’illusione, il velo di Maya è tale se lo consideriamo dal punto di vista di una mente illuminata. E le ombre sul muro della caverna ci sono davvero (al di là di quello che si pensa che siano) fintanto che siamo lì dentro.

    1. Il termine ‘esistenza’ qui lo uso per indicare qualcosa che fa parte della realtà che sperimentiamo. Facciamo esperienza solo degli eventi (che in questo contesto sono un sinonimo di osservazione) perché non possiamo fare altro, dato che la realtà che stiamo sperimentando non è fatta di altro. Tutto il resto è solo una mera costruzione mentale basata su supposizioni prese a-priori, alle quali però crediamo ciecamente. Questo è il senso di questo articolo. Permettimi poi di dissentire sul fatto che non siamo solo coscienza. Che altro siamo? Non esiste nient’altro che non sia Coscienza, che è il substrato (passami il termine) sul quale gli ‘eventi’ possono accadere. Questo concetto trova conferma all’interno della fisica quantistica, dove si è scoperto che esiste un campo che permea l’intero Universo (anzi, è l’Universo stesso) e qualsiasi particella (che noi immaginiamo erroneamente come una pallina solida) non è altro che una vibrazione all’interno di questo campo (è la cosiddetta Teoria delle Stringhe). Quel campo è il Campo Quantico, da cui ho derivato anche il nome di questo blog. Ma quel campo, se ci pensi un attimo, è la Coscienza che gli scienziati non hanno ancora scoperto, ma che dovranno necessariamente prendere in considerazione prima o poi per spiegare fenomeni altrimenti inspiegabili. Tutto è Coscienza, senza la quale non ci può essere alcun Universo, ed ecco perché non possiamo che essere fatti di coscienza pura. Se vuoi approfondire l’argomento ti consiglio il libro “Biocentrismo” di Robert Lanza, uno scienziato americano che ha espresso molto meglio di me questi concetti.

  2. Molto bello il tuo articolo, se non ricordo ma mi sembra che Buddha abbia detto: c’è l’azione ma non colui che la compie (o forse ricordo male e non era Buddha) in ogni caso ti ho letto con interesse. Un caro saluto Roberta

  3. Spiegare il paradosso di come la Vita accade nell’Uno è impossibile anche per le migliori menti. Ad un certo punto penso ci si debba fermare, umilmente, dinanzi a questo Mistero. La Verità è davanti ai nostri occhi che la osservano senza vederla…
    Articolo interessantissimo. Grazie

  4. Articolo che che permette di fare esperienza mentre lo si legge…se ho compreso bene non ci sarebbe articolo se io non lo avessi letto quindi non ci sarebbe uno scrittore. Può essere esatto ?

  5. È la Coscienza stessa che crea gli eventi che accadono all’interno di essa?
    So che ne hai parlato ampiamente, ma vorrei chiedere ancora una volta: perché accadono questi eventi? E perché “questi” e non “altri”?
    Grazie
    Elena

    1. Esiste solo la Coscienza, Elena, e gli eventi li puoi immaginare come fossero delle ‘vibrazioni’ all’interno di essa. E’ come la corda di un violino. Se vibra con una certa nota, per esempio il LA, e ti chiedi perché proprio quella e non un’altra, la risposta sta nel fatto che non può fare altrimenti, perché la sua lunghezza (determinata dalla posizione delle dita del musicista), la sua tensione, ecc. determinano a quale frequenza può vibrare. Lo stesso vale per gli eventi. Possono vibrare solo in sintonia con la forma-pensiero che ne causa la vibrazione.

  6. Bellissimo articolo Paolo come dici tu è una questione di eventi che poi sono il risultato della tua forma di pensare e vedere la vita,difatti se vuoi cambiare gli eventi della tua realtà devi cambiare i tuoi pensieri e di conseguenza cambierai gli eventi della vita.
    Avendo appurato che le FORME PENSIERO prendono vita con la materia se gli diamo un emozione frutto del desiderio avremo come risultato le FORME PENSIERO ELEMENTALI.
    Vorrei chiudere con il dire che oltre all’osservazione che sta nel mezzo tra la nostra REALTÀ e l’OSSERVATORE siamo ANIME se realmente riusciamo a capire questo è a viverlo allora avremo fatto il grande salto perché saremo i timonieri della nostra vita la dirigeremo Dove noi vogliamo continuando a fare della vita il miglior sogno possibile ed immaginabile diciamo pure un sogno COSCIENTE.
    È una questione di coscienza Dove tutto è già stato creato questo è l’IO la sorgente di tutto o meglio IO SONO.
    Ciao a presto.

  7. Questo articolo lo trovo interessante. Grazie Paolo. Andando avanti comunque io porrei questa domanda: Chi decide di osservare per produrre l’ osservazione e cio’ che ne consegue? C’è un’entità stabile dietro i fenomeni che genera .. Ciao

    1. “In principio era il Verbo” (Giovanni, 1). La parola Verbo è la traduzione del termine greco Logos, che ha molti significati, tra cui anche pensiero. Qui il ‘principio’ non viene inteso come antecedente nel tempo, bensì come ‘origine’ e causa di tutto. Quindi tutto trae origine dal pensiero, che è la vera natura di ciò che chiamiamo Coscienza. Esiste una Intelligenza che governa l’intero Universo, anzi possiamo sicuramente dire che l’Universo è intelligenza pura. Attenzione però, non cercare di dare un’identità a questa Intelligenza, come per esempio fanno le religioni attribuendola ad un Dio. Il problema è che non riusciamo a concepire un’intelligenza senza riferirla ad un essere specifico. Anche se può sembrare un concetto astruso, in questo caso l’Intelligenza è impersonale, nel senso che agisce senza avere cognizione di sè, in quanto unica cosa esistente. Avere cognizione di sè implica l’esistenza di qualcosa di diverso da cui differenziarsi. Ma la separazione può esistere solo in un mondo duale (il nostro), ed è impossibile per Chi è l’unica essenza esistente. Quindi per rispondere alla tua domanda, colui che decide di osservare è l’Intelligenza impersonale che permea ogni cosa e che esiste prima e a prescindere da ogni cosa.

  8. Buon anno. Vorrei sapere cosa ne pensa del credere che Dio, che che ciò che chiamo Io, identifica con l’Assoluto Tutto, presente in ogni cosa, in ogni atomo in ogni elettrone in ogni stringa, di questo sogno o apparente realtà, stia osservando da questo Tutto l’interno di Se stesso, senza giudicare, perché cosciente che anche ogni cosa osservata sia una parte di Se stessa che sta imparando a scoprire cosa essa è veramente. Io penso che noi uomini qui sulla terra stiamo facendo la stessa cosa e che in ogni momento della nostra vita stiamo osservando qualcosa (creando) anche quando i nostri pensieri sono lontani da qualsiasi idea di crescita personale. Stiamo facendo comunque progressi e dagli scritti e da altre cose intorno, credo che il cosiddetto risveglio alla conoscenza limitatamente alla possibilità di poter agire attivamente (almeno o relativamente) in questo nostro sogno stia per essere alla portata di tutti. Buona vita e buon cammino.

    1. Direi che hai riassunto più o meno quello che è il punto di vista che porto avanti in questo blog. Grazie e auguri di buon anno anche a te.

  9. Mi sono chiesta leggendo questo articolo, perché allora le persone non vedenti percepiscono la materia? Se la particella esiste grazie all’ osservazione, in questo caso come si spiega ?

    1. L’osservazione non si esplica solo con la vista, ma con qualsiasi senso. Più che di osservazione, parlerei di “percezione”.

  10. Articolo decisamente interessante. Grazie.
    Credo di aver capito questo: esiste una coscienza universale da cui tutto deriva e lo stesso tutto si identifica con la coscienza universale. In questo contesto anche noi uomini siamo coscienza universale e non abbiamo una nostra individualità (il c.d. ego). Il tutto si realizza grazie all’osservazione: l’osservazione è un evento che avviene grazie alla coscienza e rende possibile la percezione del mondo come materiale invece che come illusione (“è l’osservazione a creare il mondo che vediamo”). Se ciò è esatto, un’altra conseguenza sarebbe la capacità del pensiero di modificare la realtà, che andrebbe a modificare non la materia ma l’illusione che la sottende.
    In altri termini, è come se l’osservazione rendesse possibile “l’incarnazione” della coscienza, rendendola visibile e tangibile nel mondo che vediamo.
    Non so la ricostruzione di cui sopra rispecchia l’articolo (da intendersi come domanda), in ogni caso vorrei chiedere:

    In riferimento alla risposta data a Luigi:
    1) Se “l’Intelligenza è impersonale, nel senso che agisce senza avere cognizione di sè, in quanto unica cosa esistente.” e “ Avere cognizione di sè implica l’esistenza di qualcosa di diverso da cui differenziarsi”, come ha potuto l’intelligenza creare un mondo di cui non aveva alcuna cognizione?

    2) Se siamo noi a creare il mondo in quanto pura coscienza, come è avvenuta la creazione prima della creazione dell’uomo? E se la creazione è avvenuta ad opera della coscienza universale (a prescindere dall’uomo), perché il mondo non è stato creato direttamente così com’è, invece di passare attraverso fasi di evoluzione? Cioè, per quale motivo, e per esempio, l’osservazione non ha creato direttamente l’homo sapiens invece di creare varie fasi evolutive degli ominidi?

    3) Se noi siamo pura coscienza e non abbiamo un ego, siamo responsabili delle nostre azioni?

    Di nuovo Grazie
    Gino

  11. Concordo con il pensiero che tutto è luce e cioè informazione e frequenze, che ogni forma viene creata dalla coscienza e infatti noi siamo gli angeli della creazione, possiamo creare ogni cosa quando non siamo separati. B Sono in disaccordo nel pensare che siamo noi a creare tutto, poiché è chi vive dentro di noi e fuori di noi che opera, mentre noi agiamo inconsapevoli, solo se diventassimo la stessa fonte potremmo comprendere, altrimenti siamo creati e che le creazioni che facciamo nemmeno le percepiamo.

    1. Assolutamente d’accordo con te, Tommaso. La “persona” in cui ci identifichiamo non ha alcun ruolo nella creazione della realtà. Possiamo avere un ruiolo solo quando ci identifichiamo con chi-siamo-veramente, cioè con la Coscienza, comprendendo che siamo parte di un Tutto. Ne parlo approfonditamente nel mio libro “La Mente senza Tempo”

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