L’importanza di aspettarsi l’inaspettato

Aspettarsi l'inaspettato Crediamo che tutto sia predeterminato, e che non ci sia spazio per l’indeterminatezza. Scopriamo quanto sia sbagliato questo modo di pensare.

Siamo sempre stati portati a credere che ogni evento futuro non possa essere nient’altro che il risultato delle azioni passate, e che nulla di assolutamente imprevedibile possa mai accadere. Anche quando qualcosa di davvero non previsto accade, tendiamo a darne subito una giustificazione, addossandone la motivazione al caso, o a qualche causa che non avevamo tenuto in considerazione.

Questo comportamento è abbastanza normale, e deriva dal modo in cui il nostro cervello elabora le informazioni a sua disposizione.
Dobbiamo considerare infatti che il principale scopo del nostro cervello è quello di proteggerci da possibili pericoli, pertanto di fronte a qualsiasi situazione tendiamo in modo spontaneo a fare una previsione di quello che potrebbe succedere, in base alle informazioni che abbiamo memorizzato riguardo l’esito di situazioni simili a quella che stiamo per affrontare.

A questo poi dovete aggiungere che, per lo stesso motivo, la mente tende sempre a ipotizzare la situazione peggiore che potrebbe venirsi a creare, sempre allo scopo di proteggerci da potenziali pericoli.

Tutto ciò va benissimo in tutti i casi in cui dobbiamo fronteggiare qualche situazione davvero pericolosa, o nei casi in cui non valutare le conseguenze delle nostre azioni potrebbe davvero mettere in pericolo la nostra incolumità o quella dei nostri cari.
Il problema purtroppo è che abbiamo fatto diventare questo meccanismo una nostra abitudine mentale, che scatta automaticamente in tutte le situazioni, anche quando non c’è alcun pericolo da fronteggiare.

Vi sarà capitato sicuramente di affrontare un esame scolastico con la paura di venire bocciati, o di trovarvi in situazioni difficili – per esempio economiche o professionali – e pensare che nulla e nessuno al mondo potevano tirarvi fuori di lì, ecc.

Il mondo non è deterministico

Chi segue questo blog sa sicuramente che l’Universo non ha volontà propria, e che quindi gli unici artefici del nostro destino siamo soltanto noi.
Forse sapete anche che, pur prendendo in considerazione tutte, ma proprio tutte le variabili in gioco, a causa del principio di indeterminazione di Heisenberg non è assolutamente possibile determinare quale sarà l’evoluzione di un qualunque sistema fisico.

Non è fisicamente possibile, che ci crediate o no, determinare con esattezza il futuro, e questo è ampiamente dimostrato da diversi principi della fisica quantistica. Il mondo non è soggetto ad alcuna legge deterministica, ma l’unica regola che vige è che qualsiasi risultato è sempre possibile. Qualsiasi, indipendentemente dalla situazione attuale, e senza alcun legame con quello che potrebbe essere successo in passato in situazioni simili.

Creare aspettativa per l’inaspettato

Il mondo quindi non è un luogo che sottostà a rigide leggi meccaniche. Questo lo credono solo coloro che non conoscono le ultime scoperte nel campo della fisica quantistica, ma non bisogna nemmeno per questo cadere nell’errore opposto, credendo che il mondo sia un luogo caotico in cui può succedere di tutto senza alcun controllo da parte nostra.

La legge di causa-effetto esiste, pertanto non è possibile che accada qualcosa senza una causa scatenante. Ma la vera causa di tutto, la causa prima, è una e una sola: il nostro pensiero.

Cosa vuol dire questo? Vuol dire che, come dice il titolo di questo articolo, dobbiamo creare l’aspettativa. Bisogna insomma aspettarsi l’inaspettato.

Dobbiamo entrare nell’ottica che finchè non crediamo che tutto possa accadere, rendiamo il mondo un luogo in cui nulla di nuovo può succedere. I nostri pensieri, e quindi le nostre aspettative, sono leggi inviolabili per l’Universo, pertanto il creare l’aspettativa per l’inaspettato apre le porte al nuovo, e rende possibile qualsiasi cosa.

Ogni qual volta pensiamo che qualcosa sia impossibile, ricordiamoci sempre che la probabilità che qualcosa possa accadere la decidiamo noi, attraverso le nostre credenze. E’ importante quindi creare la giusta aspettativa, e spazzare dalla mente tutti i pensieri automatici che ci fanno credere che tutto possa andare solo come il buon senso suggerisce.

Immaginare un esito positivo è altrettanto semplice quanto immaginarne uno negativo. La quantità di energia necessaria è la stessa. A noi non sembra così perchè siamo da sempre abituati a pensare in modo pessimistico.
Rompiamo allora una volta per tutte gli schemi mentali, e affrontiamo tutte le situazioni con una positiva aspettativa per l’inaspettato.
Prova, vedrai accadere miracoli.

Ti lascio con un pensiero di Neale Donald Walsch:

L’Universo è lieto di portarci l’inaspettato,
siamo noi altrettanto propensi ad accoglierlo?

Paolo Marrone


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Informazioni su Paolo Marrone

Da anni si occupa dello studio delle vere leggi dell’Universo, attraverso la riscoperta dei profondi legami esistenti tra le antiche dottrine orientali e le più recenti scoperte nel campo della fisica quantistica. Ha intrapreso da tempo un percorso di crescita personale attraverso la partecipazione a scuole dei migliori coach a livello mondiale, come la School of Enlightenment di Ramtha, la Mastery University di Anthony Robbins e il Quantum Leap di T. Harv Eker, solo per citare le più importanti, e ama condividere le sue scoperte e le sue riflessioni su questo blog. E’ anche co-autore di “La via della Creazione Consapevole” e autore de "Il monaco che non aveva un passato".
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16 risposte a L’importanza di aspettarsi l’inaspettato

  1. Deborah scrive:

    Per quanto segua da tempo, le teorie della fisica quantistica, questo dilemma inizia a stancarmi. Da una parte non dobbiamo rimanere attaccati al desiderio e bisogna lasciarlo andare senza aspettarsi nulla, attendendo i tempi dell’universo, dall’altra invece dobbiamo aspettarcelo sennò non lo attraiamo…ma insomma…è snervante!
    Si viveva meglio quando queste cose non si sapevano e ci si faceva guidare solo dal momento…non è una critica al post Paolo, ma solo una mia stanchezza di queste teorie che non sono assolutamente congruenti con ciò che poi accade e quando subentra la delusione , bisogna poi giustificarsi con ” e ma non era nel mio percorso animico..eh ma non era per il mio bene…e bla bla bla” …Perchè poi si soffre a non ricevere ciò che si chiede e se quello che arriva è migliore, in ogni caso rimane una profondissima delusione….é davvero snervante, per quante similitudini ci siano in tutto questo dire, la Verità assoluta alla fine non c’è mai…c’è solo quella di ognuno di Noi. Con gratitudine. Deborah

    • Macri scrive:

      D’accordo con Debora!
      Totalmente

    • Paolo Marrone scrive:

      Carissima Deborah, capisco benissimo la tua frustrazione, perchè è uno stadio del percorso di crescita che tutti noi sperimentiamo prima o poi. E’ la naturale delusione che segue l’euforia iniziale di aver scoperto che il mondo lo si può controllare.
      Il problema è che stai confondendo i tempi. Da un lato è sicuramente vero che non dobbiamo attaccarci al risultato, ma questo non vuol dire assolutamente che non dobbiamo avere desideri. Anzi, il desiderio è il motore che governa l’espansione dell’Universo, guai se mancasse. Quello in cui tutti si perdono è comprendere che non bisogna chiedere o supplicare, bensì bisogna ‘sentire’ di avere già la cosa desiderata. Concorderai con me che non si può sentire la mancanza di qualcosa se la si sente già propria. Questo è il segreto. La visualizzazione ha proprio questo scopo: sentire che l’oggetto del desiderio è già nostro, e ringraziare l’Universo per questo. Per tutto il resto della giornata bisogna dimenticare quel desiderio, bisogna appunto ‘lasciarlo andare’. Non devi fare le due cose contemporaneamente. Ecco perchè ho detto che stai confondendo i tempi.
      Il contadino che pianta un seme sa con certezza che avrà il raccolto al tempo opportuno, quindi non va a dissotterrare il seme per vedere se sta germogliando. C’è il momento della semina, e c’è poi il momento del raccolto. In mezzo non c’è nulla, perchè il contadino ha una fede incrollabile nel fatto che la terra annaffiata dalla pioggia farà tutto il lavoro necessario.
      Non è facile riuscirci. Non è per niente facile, perchè per farlo ci vuole un controllo non comune della propria mente e dei propri pensieri.
      Non si può pensare di far funzionare la legge di attrazione senza prima aver lavorato fortemente (e sottolineo fortemente) su se stessi.
      Un caro abbraccio

  2. bianca scrive:

    buongiorno, ho acquistato il libro, la legge dell’attrazione, certamente è molto positivo, non facile metterlo in atto, per una serie di circostanze, chiamiamole così, la sventura o cosa sia la mia vita sta prendendo un brutto corso per quanto mi sforzi di renderla migliore di quella che , infatti essendo credente, prego il buon Dio e lo ringrazio ogni giorno per quello che ho, i pensieri positivi che ho non sono efficaci, le sarei grata potesse aiutarmi, suggerirmi la chiave perché questo è…..La ringrazio di cuore

    • Paolo Marrone scrive:

      Carissima Bianca, come ho già risposto a Deborah, non è una cosa semplice applicare con successo la legge di attrazione. Si tratta di studiare bene i meccanismi, e poi applicarli con serietà e costanza, per tutto il tempo necessario, senza mai demordere, e soprattutto senza mai farsi condizionare dalla situazione presente, o dalla iniziale mancanza di risultati.
      Va bene ringraziare per le cose che si hanno, è sicuramente un buon inizio, ma devi evitare di chiedere o supplicare, perchè questo ti fa focalizzare sulla mancanza. Devi piuttosto riuscire a sentire di aver già ricevuto quello che chiedi.
      Sei sulla buona strada. Si tratta solo di continuare a lavorare su se stessi senza mai demordere.
      Un caro saluto

      • Angelo scrive:

        Salve a tutti! Forse il modo migliore perchè la legge dell’attrazione universale funzioni in modo costruttivo da un punto di vista materiale e spirituale è desiderare, immaginare, visualizzare come fosse già accaduto e stesse accadendo proprio ora di essere completamente, o quasi, staccati dalle cose materiali e spirituali stesse della vita. Insomma se io desidero di non desiderare, il mio subconscio si ripulisce e si distacca dall’ego e allora è più facile che si unisca alla conscia razionalità e per me accada il meglio possibile da e di questa vita.

  3. marisa scrive:

    DOVETE CREDERE NEI MIRACOLI , AVERE FEDE NELL’UNIVERSO. QUESTO E’ TUTTO. SE VIVETE E AGITE CON QUESTA CONVINZIONE, L’UNIVERSO VI CORRISPONDE.

  4. Sara scrive:

    Caro Paolo,
    Se possiamo anzi dobbiamo aspettarci l’inaspettato per aprire le porte all’universo… E se la causa di tutto è il nostro pensiero… Nel rapporto di coppia cosa succede? Vale tutto questo anche se una persona ha dubbi nello sceglierci?
    Un caro saluto,
    Sara

    • Paolo Marrone scrive:

      Certamente Sara. Vale per qualsiasi situazione. Dobbiamo raggiungere la consapevolezza che ciò che ci succede è sempre e comunque il riflesso delle nostre più intime credenze. In tutti i campi della vita.

      • Sara scrive:

        Caro Paolo,
        Allora cos’è che sbaglio nell’applicazione della legge? Io non parlo di aver scelto il signor x e volerlo attrarre o manipolare. Parlo di un uomo, ci amiamo, con cui da due anni ho una relazione di tira e molla che non fa bene ad entrambi.
        Se la causa è il nostro pensiero.. Secondo te dove è che mi blocco? Dove non ho lavorato bene?
        Grazie per la tua disponibilità nel rispondere sempre. Buonanotte.

        • Paolo Marrone scrive:

          Carissima Sara, non è possibile dare una risposta così in poche righe. Le cause potrebbero essere molteplici, e non conoscendoti è difficile dare un consiglio mirato. Di solito i problemi nelle relazioni dipendono da uno scarso amore verso se stessi, che porta a credere a livello inconscio di non meritare di avere una storia appagante, e questo ci fa incontrare persone che riflettono questa nostra convinzione. Ma è solo una considerazione generica. Sicuramente il riconoscere che sei interamente responsabile di ciò che succede è un buon punto d’inizio, perchè ora sai che devi indagare dentro te stessa, e non all’esterno.

          • Sara scrive:

            Ciò che mi chiedo è se col pensiero posso guarire questa situazione.. Se è possibile avere un rapporto sano con questa persona senza certo voler manipolare i suoi sentimenti.

          • Paolo Marrone scrive:

            Devi sicuramente lavorare sulle tue convinzioni, ma il mio consiglio è di immaginare di essere felice a prescindere. Non fare l’errore di vincolare la cosa a situazioni o persone particolari. Pensa prima di tutto a sentirti felice, e vedrai che l’Universo dovrà necessariamente trovare un motivo per farti essere felice. Tu scegli cosa essere, l’Universo troverà il come 😉

  5. Serena scrive:

    Premetto che sono diversi anni che leggo libri che trattano quest’argomento.
    A volte mi sembra che più mi focalizzo su qualcosa, meno riesco a raggiungerlo.
    Ho provato con le emozioni, ho provato a lasciare andare il desiderio, ma come faccio a sentire di avere già ottenuto quello che desidero se poi la “realtà” è esattamente opposta?
    La legge dell’attrazione è un dato di fatto, metterla in pratica è tutt’altra cosa.
    Sento che mi manca qualcosa, un tassello, ma non riesco a capire cosa.

  6. Aaron scrive:

    Il vero fatto di questa questione della legge dell’attrazione ha un problema insito nella sua stessa natura. Anzi ne ha due. Uno è quello di predisporre l’individuo a focalizzarsi solamente su aspetti della vita puramente materiali. Escludendo l’aspetto vero della persona, l’unica fonte primaria che può portare la felicità; è conoscere se stessi ed il creato per quello che è nella sua manifestazione e meraviglia. La legge di attrazione non farà altro che rafforzare un sano attaccamento alle cose. Dimenticando che per la loro stessa essenza non è eterna, quindi attirare soldi vuol dire usarli e consumarli (per non parlare della legge di compensazione se tu ricevi da qualcun altro devi togliere), se prendi una macchina essa si usurerà. Quindi noi per paura di perdere quella cosa tenteremo ogni cosa, anche alle volte non morale, per tenerla con noi. Così facendo soffriamo.
    Il secondo punto della legge di attrazione è che per ogni azione vi sarà una reazione uguale è contraria, che possiamo definire legge di resa; ovvero se tu desideri qualcosa devi per forza dare qualcosa che ribilancia l’ago della bilancia, cosmica. Proprio per una considerazione quantistica dove la materia è l’energia che ci circonda non si crea e nn si distrugge, ma al massimo muta. Quindi se prendi dieci da una parte poi a tempo e debito si ridovrà saldare questo conto.
    E forse questo il motivo che molte persone parlano di non riuscire ad ottenere questo, non sarò un freno da qualcuno che da sopra evita di finire in guai più grossi. Forse evitando di stipulare patti con entità basse?

    • Paolo Marrone scrive:

      Aaron, alla prima questione ti rispondo riportando esattamente le parole che il Maestro mi dice nel libro “Il monaco che non aveva un passato”:
      La smania di voi occidentali è accumulare beni terreni, nell’assurda convinzione che la felicità possa derivare dal possesso di cose materiali. Gran parte della vostra letteratura al riguardo è infarcita di promesse di questo tipo. Per un certo verso tutto ciò è stato un bene, perchè ha attirato molte persone verso un percorso di crescita, facendo leva proprio su questa vostra brama di raggiungere la felicità attraverso il possesso di cose materiali.
      E’ contemplato nel Grande Disegno l’utilizzo di ogni mezzo, anche quelli apparentemente meno ‘puri’ e ‘spirituali’, per iniziare il maggior numero di persone a questo lungo percorso di risveglio. Coloro che sono pronti però si accorgono, lungo il cammino, che il vero obiettivo è un altro, e allora iniziano a dirigersi verso l’unica vera meta, che è la riscoperta della propria natura divina. Non si può chiedere a chi non è pronto di rinunciare ai propri desideri terreni, perchè l’attaccamento è una tappa fondamentale del percorso. Guai a fingersi ‘illuminati’ e a sopprimere forzatamente i propri desideri. Si può iniziare a salire una scala solo partendo dal gradino più basso.
      “.

      Ecco quindi che la Legge di Attrazione diventa semplicemente l’esca attraverso cui ‘instradare’ il maggior numero di persone verso un percorso di crescita spirituale. Vista così, ben venga 😉

      Riguardo alla tua seconda domanda, secondo me hai una visione del karma un po’ troppo ‘meccanicistica’. Il karma è una legge dell’universo che tende a riequilibrare i disequilibri causati da noi, ma non in termini di ‘azioni’, quanto invece, e soprattutto, in termini di ‘forme pensiero’. In altre parole, il karma è quella legge per cui, se sei molto attaccato al denaro, alla fine te lo fa perdere, attraverso un furto o un fallimento. Non vuol dire, quindi, che se ottieni 100.000 euro, poi succederà qualcosa per cui dovrai necessariamente perderli. Succederà solo se sei così attaccato a quei soldi che creerai la ‘forma pensiero’ del distacco, in contrapposizione al tuo attaccamento. E’ per questo che esistono persone ‘ricche’ che mantengono i loro averi, e altre invece che, per qualche strana legge del karma, li perdono inesorabilmente. Nulla di meccanico, quindi.

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