18 Ottobre 2026
Campo Quantico

2 pensieri su “La vita è un gioco. Impariamo a giocarla”

  1. Buongiorno, mi faccia capire meglio, come posso considerare la vita un gioco, ad esempio, se fossi nato in Ruanda, in una favella del Brasile o in un rione mafioso di Napoli. Ciò che non riesco bene a comprendere e che forse, la crescita mentale non é dovuta solo alla volontà. Dove sbaglio? Grazie per il lavoro che condivide con Noi

    Andrea

    1. Andrea, nulla ha valore assoluto nel mondo. Se io per esempio affermo che è sempre possibile piegare una lastra di metallo, dico una cosa vera, ma è chiaro che la difficoltà dipende dal tipo di metallo. E’ possibile piegare una lastra di alluminio di 1mm di spessore a mani nude, mentre per una lastra di acciaio c’è bisogno di una pressa idraulica. Così è per le zone in cui esistono particolari problemi di povertà o guerre. Per la maggior parte delle persone la vita è dura, mentre per altri non è così, perchè anche in quelle zone esistono persone che vivono in modo agiato, basti pensare per esempio a chi detiene un ruolo di comando nella gerarchia sociale o chi possiede beni materiali. Per questi la vita non è difficile, nonostante vivano in quelle zone. Quindi nulla ha valore assoluto, è solo più difficile da quelle parti uscire dalla situazione di povertà o disagio, così come è più difficile piegare una lastra di acciaio. Ma non bisogna necessariamente andare in luoghi particolarmente disagiati per vedere applicato questo principio. Anche nel nostro tranquillo mondo occidentale si dice da tempo che “c’è la crisi“. Ebbene, questa è un’affermazione non vera in assoluto. La frase corretta è “c’è la crisi per chi crede che ci sia“. E’ indubbio che in questo momento di profonda crisi esistono persone che prosperano. Per loro non c’è alcuna crisi. E allora? Da che dipende la condizione di ognuno? Dipende solo da quello che crediamo, questa è la verità. Se pensiamo che esiste la crisi, o che è impossibile cambiare la nostra vita, allora così sarà per noi. Ognuno crea per se stesso e solo per se stesso, indipendentemente dalle condizioni esterne. Il problema è che ‘permettiamo’ che le condizioni esterne condizionino la nostra vita, credendo nell’impossibilità di cambiare. Credere o meno in qualcosa è solo una scelta personale.

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