La probabilità che ogni cosa accada dipende solo da noi

le probabilitàCi hanno sempre insegnato a credere che solo alcune cose siano possibili, e che le probabilità che accadano dipendono solo da fattori esterni. Demistifichiamo questa errata credenza, guardando come stanno veramente le cose.

Abbiamo sempre pensato, perché è così che ci hanno indotto a credere, che il mondo funzioni con delle regole ben precise ed immutabili, e che queste regole determinino il verificarsi degli eventi.
In base a questa credenza siamo convinti che non tutto sia possibile, e che nell’ambito delle cose possibili, le probabilità che ogni cosa accada rispetti a sua volta precise regole predeterminate.

Per fare un esempio, non crediamo affatto che l’acqua di una pentola messa sopra un fornello acceso possa ghiacciare, o che un uovo rotto possa essere magicamente ricomposto.

Ci inganniamo. Ma prima di vedere perchè, cerchiamo di capire la differenza tra possibilità e probabilità.

Quando pensiamo alla possibilità che qualcosa accada, normalmente pensiamo in termini di SI/NO o possibile/impossibile. Questo è corretto da un punto di vista matematico, e la differenza rispetto alle probabilità sta proprio nel fatto che queste ultime possono avere un valore qualsiasi tra 0 e 100, in termini percentuali, o tra 0 e 1 in termini assoluti.
A parte le considerazioni matematiche, possiamo affermare che la possibilità ci indica se qualcosa può o non può accadere in termini assoluti, e solo nel caso in cui la possibilità non sia zero, allora la probabilità ci indica quanto sia verosimile che quell’evento accada.
Per fare un esempio, da un punto di vista fisico è possibile che l’acqua messa a bollire diventi un blocco di ghiaccio, ma la probabilità che ciò accada è talmente piccola che la si può approssimare tranquillamente a zero.

I nostri concetti errati su possibilità e probabilità

Perfetto. Questo è quello su cui, apparentemente, sembra basarsi il funzionamento di ogni evento fisico. Ora invece smontiamo tutto descrivendo come stanno realmente le cose, per tutti e due questi concetti.
Partiamo dalla possibilità. Di fatto la possibilità è un concetto inventato dalla mente umana limitata, che crede che esista un mondo reale al di fuori di essa che rispetta determinate regole; regole che di fatto ‘vieterebbero’ il verificarsi di alcuni eventi.

La fisica quantistica ha dimostrato che, andando a indagare sempre più in profondità l’origine della materia, questa di fatto non esiste, ma è semplicemente una particolare forma di energia (ricordate la formula di Einstein E = MC2). Un tavolo è solido non perché le particelle che lo costituiscono siano a loro volta solide, ma a causa delle leggi dell’elettromagnetismo, che non è altro che una forma di energia, impalpabile energia.
Un’altra scoperta sconvolgente riguarda il fatto che tutte le particelle appaiono e scompaiono dall’Universo in continuazione. Immaginate allo spazio vuoto (che poi vuoto in realtà non è) come ad un immenso brodo in ebollizione, dal quale emergono in continuazione particelle, per poi scomparire immediatamente nello stesso brodo. Il fenomeno è chiamato dai fisici fluttuazione quantistica.

Cos’è quel brodo? Quel brodo è il nulla quantico. Attenzione, nulla non vuol dire assenza di tutto, ma piuttosto presenza di tutto, in termini di sola potenzialità. Vedo le vostre facce interrogative, allora mi spiego.
Dire che il nulla quantico contiene tutte le cose possibili e immaginabili, vuol dire che da quel nulla può potenzialmente svilupparsi qualsiasi cosa. Quindi tornando al nostro concetto, di fatto tutto è possibile. Tutto, senza alcuna eccezione.
E allora se non esistono cose impossibili, il concetto di possibilità viene semplicemente a decadere. E’ una pura invenzione della mente umana, non avvalorata dalla teoria scientifica.

Ok, ora sappiamo che tutto è possibile. Ma chi o cosa decide allora con quale probabilità una certa cosa accade? Beh, se seguite regolarmente questo blog conoscete già la risposta. La probabilità la decide la mente dell’Osservatore, cioè noi. Tutte le particelle e le forze dell’Universo obbediscono solo ed esclusivamente alle regole che noi impartiamo loro, con i nostri pensieri e le nostre credenze.

La nostra mente estrae da quel brodo solo quello che crede sia possibile estrarre. Le particelle della sedia su cui siamo seduti scompaiono di continuo in quel nulla quantico, per poi riapparire esattamente nello stesso punto in cui erano scomparse, in modo da darci l’illusione dell’esistenza di una sedia che sta sempre lì dove l’abbiamo vista l’ultima volta. Le particelle riappaiono all’interno di quella regione dello spazio tempo che noi chiamiamo sedia solo perchè la nostra mente non accetta come possibile che una sedia si dissolva nel nulla, che cambi improvvisamente forma, o che riappaia 3 metri più in là.

Ok, veniamo allora alle conclusioni pratiche. Cosa ci possiamo fare con questi nuovi concetti di possibilità e probabilità?
Possiamo sicuramente iniziare a cambiare il nostro modo di pensare, e questo vuol dire che possiamo iniziare ad influire sulla nostra realtà. In futuro, ogni qual volta vi troverete in difficoltà per qualsiasi ragione, iniziate a pensare che nulla è impossibile, e che la probabilità di trovare la soluzione al problema dipende solo da quanto noi crediamo sia possibile trovarla.
Iniziamo ad usare la nostra mente in modo diverso, più positivo e costruttivo, e vedrete che l’Universo non potrà fare altro che assecondare i nostri nuovi pensieri.

Vi lascio con le parole di James Jeans, astronomo e fisico:

L’universo comincia a sembrare
più simile ad un grande pensiero
che non a una grande macchina.

Paolo Marrone


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Informazioni su Paolo Marrone

Da anni si occupa dello studio delle vere leggi dell’Universo, attraverso la riscoperta dei profondi legami esistenti tra le antiche dottrine orientali e le più recenti scoperte nel campo della fisica quantistica. Ha intrapreso da tempo un percorso di crescita personale attraverso la partecipazione a scuole dei migliori coach a livello mondiale, come la School of Enlightenment di Ramtha, la Mastery University di Anthony Robbins e il Quantum Leap di T. Harv Eker, solo per citare le più importanti, e ama condividere le sue scoperte e le sue riflessioni su questo blog. E’ anche co-autore di “La via della Creazione Consapevole” e autore de "Il monaco che non aveva un passato".
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7 risposte a La probabilità che ogni cosa accada dipende solo da noi

  1. Giovanni scrive:

    Io sono d’accordo con il Sig. Paolo, le nostri menti hanno la capacità di far sembrare le cose piu’ belle brutte e viceversa, o tutto il contrario rispetto a quello che è la realtà. La frase piu’ nota è dire” pensare positivo”, O ” non pensarci che ti fa solo male”. Ma secondo me è tutta una questione di strutture illsusionistiche che ci creiamo noi stessi, per non soffrire e viceversa, abbandonare la vera realtà dell vita, trascurandone i veri fattori da analizzare per poi arrivare alla realizzazione.
    Poi il tutto si conclude che qualora una persona arrivi ad ottenere questa concezione del Sig. Paolo incontriamo subito dopo una persona che ci smonta tutto quello che abbiamo costruito fino adesso, perchè l’uomo è condizionabile e labile da fattori esterni e non perchè debole. Per cui rimane da dire che è il mondo è una forma di illusione.
    Si accetta cosi’ come sta e si vive giorno dopo giorno accettando avvenimenti ed eventi negativi, stranezze, ipocrisie, incoerenze, e ingiustizie che ci ha ragalato il mondo in modo forzato e voluto da questa energia.

    Salve a tutti

  2. Angela scrive:

    Alcuni problemi per quanto si voglia credere che nulla è impossibile, una soluzione è davvero impossibile trovarla… tipo la salute, il lavoro, i sentimenti… 🙁

  3. Mirco scrive:

    Nei suoi post lei sostiene che tutto è possibile, senza alcun limite e che la realtà è il risultato delle convinzioni della nostra mente. Se quello che dice è vero, perché allora non si convince del fatto le mura di pietra piena sono oltrepassabili e non le attraversa correndoci contro? Corroborando in modo oggettivo la sua teoria, ripetendo più e più volte l’esperimento in pubblico, il prossimo anno il premio nobel per la fisica sarebbe certamente suo e diventerebbe anche il più grande scienziato di tutti i tempi! Concludo con un aforisma di Carl Sagan: «affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie» non chiacchiere straordinarie.

    • Paolo Marrone scrive:

      Grazie Mirco per l’obiezione, che comprendo perfettamente, perchè è lo stadio naturale in cui si passa quando si inizia a fare un percorso di crescita personale. E’ successo anche a me, perchè si è tutti un pò “San Tommaso” fino a che non si tocca con mano la realtà. Volevo però dirti che quello che scrivo su questo blog deriva da anni di studi sulle leggi fisiche, prima fra tutte la fisica quantistica. Non si può condannare un punto di vista, se il proprio deriva esclusivamente da quello che si percepisce attraverso i cinque sensi. Non è quella la vera realtà. Sapevi per esempio che quel muro di cui parli, che ti sembra tanto solido al tatto, in realtà è composto solo da impalpabile energia? E sapevi che le particelle che lo compongono non esistono fino a che qualcuno non le osserva? E lo sapevi che le particelle che compongono la sedia su cui sei seduto scompaiono continuamente nel vuoto quantico, per poi riapparire nello stesso posto, dando l’illusione dell’esistenza di un corpo solido? Non lo dico io, sono cose affermate da personaggi del calibro di Max Planck, Niels Bohr e altri, molti dei quali hanno preso il premio Nobel per la fisica. Cose che poi sono state tutte confermate da esperimenti di laboratorio. Il problema è che la stragrande maggioranza di persone reputa reale il mondo che percepisce attraverso i cinque sensi. La realtà è ben diversa, e le conseguenze di queste scoperte le racconto nel mio blog, dove condivido le varie cose che scopro durante il mio lavoro di ricerca. Vedi, il mondo è diviso in due principali categorie di persone: c’è chi crede solo a ciò che percepisce, senza approfondire qual è la vera realtà, e chi invece mette in dubbio quello che vede, e si applica per scoprire qual è la vera realtà delle cose. E’ tutto scritto, basta andare a cercare. La seconda categoria di persone ben presto si rende conto che è possibile migliorare la propria vita, perchè come dimostrato dai premi Nobel a cui ho accennato prima, la nostra mente influisce sulla realtà che percepisce. Non passerò mai attraverso i muri, ma sicuramente ho imparato che è possibile governare diversi aspetti della propria vita. E’ possibile smettere di essere vittime del mondo esterno, e costruire relazioni sentimentali appaganti e durature, realizzarsi nel proprio lavoro, e rendere reali molti dei propri sogni. Molto più interessante e utile che passare attraverso i muri, non trovi? Se sei interessato a questi argomenti ti consiglio di non limitarti a considerare come vero quello che percepisci con i cinque sensi. Fai benissimo a mettere in discussione quello che ti raccontano – primo fra tutti questo blog – ma fallo solo dopo aver condotto la tua ricerca personale, attraverso la lettura dei testi giusti. Non parlo di questo blog, ma di testi scritti da autorevoli scienziati che ti faranno scoprire che il mondo funziona in un modo del tutto diverso rispetto a quello che hai sempre creduto.
      Un caro saluto
      Paolo

  4. Claudio scrive:

    Mi trovo in linea con quest ultima osservazione. Le possibilità sono onde positive e negative, le probabilità sono solo positive. Bisogna tagliare le onde negative delle possibilità elevando al quadrato, poi quando siamo sulle probabilità sommare. Chi vive nella “magia” del nuovo mondo quantico vive nella possibilità, nelle onde, chi vive nella probabilità, vive nelle particelle, nel materialismo.

    • Paolo Marrone scrive:

      Grazie Claudio. Mi trovo pienamente d’accordo con questa tua riformulazione dei concetti di possibilità e probabilità.

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