Immagina un tempo tanto lontano…

Immagina un tempoHo sentito forte l’impulso a scrivere, ed è venuta fuori questa storia. L’ho scritta di getto senza stare a pensare a cosa scrivevo. Non so da dove viene, ma a me piace, e ve la voglio regalare così com’è. Buona lettura.

Immagina un tempo tanto, ma tanto lontano, quando non c’era nulla, così lontano che nemmeno il tempo era stato inventato.
C’era solo il Vuoto, che si estendeva ben oltre ogni immaginabile confine, ma forse è più sensato dire che siccome il Vuoto era tutto ciò che c’era, non esisteva assolutamente alcun confine.
Quel Vuoto non era vuoto così come lo possiamo immaginare, ma conteneva il tutto, inteso come tutto quello che può essere, esistente solo in una forma potenziale, in forma di semplice idea, un’idea che non si era mai manifestata.

Quel Vuoto aveva una Mente, anzi forse è meglio dire che il Vuoto era la Mente, e quindi la Mente era tutto ciò che c’era.

Quella Mente, composta da solo Pensiero, aveva
un solo desiderio: conoscere Se Stessa.

Sì, perchè la Mente, essendo tutto ciò che c’era, non aveva alcun altro punto di riferimento per conoscere se stessa. La Mente sapeva che per poter sapere chi era veramente avrebbe avuto bisogno di un punto di osservazione esterno ad essa, ma non c’era alcun altro punto che non fosse la Mente stessa, e questo complicava enormemente la cosa.
Nel Vuoto che si estende all’infinito ogni punto è uguale a tutti gli altri, e senza un punto di riferimento non ha senso parlare di spostamento. La Mente sapeva che lo spazio non esisteva, e che la sua vastità non aveva confini.
Nemmeno il tempo esisteva, dato che non aveva alcun senso parlare di tempo in assenza di spazio, e quindi la Mente sapeva di essere tutto ciò che è e che sempre sarà.
Ma saperlo solo non Le bastava, voleva anche averne esperienza.

La fantastica idea

Nel tentativo di conoscere se stessa, la Mente ad un certo punto ebbe una fantastica idea. Ebbe l’idea di rivolgersi verso Se Stessa per contemplare la propria vastità. E dato che era composta da solo pensiero, il risultato è che iniziò a riflettere su Se Stessa. Sapeva che l’unico modo per conoscere se stessi è riflettere su se stessi.
Ma tutti sappiamo che il pensiero è creatore, e crea tutto ciò su cui posa la propria attenzione.
Quello che accadde allora è che nacque qualcosa di simile all’oggetto del pensiero. Ciò che venne creato fu un qualcosa che era ‘ad immagine e somiglianza‘ di ciò che veniva osservato, cioè della Mente.
La Mente aveva utilizzato il potere creatore del Pensiero per creare qualcosa di simile a Lei.

Questo fu il primo atto della Creazione. La Mente aveva creato, focalizzandosi su Se Stessa, qualcosa che, seppure facente sempre parte di Sè, poteva considerarsi un punto diverso di osservazione da cui contemplare Se Stessa.
Aveva creato un Figlio che rappresentava, in quanto creato a propria immagine e somiglianza, un vero e proprio specchio tramite il quale poter osservare la sua natura, e quindi finalmente conoscere Se Stessa.
La fantastica idea di proiettare all’esterno di Sè, creandola, un’altra entità che conteneva le proprie caratteristiche, fu ciò che in seguito venne chiamata la Legge dello Specchio.

Era bellissimo e tutti erano felici: la Mente, sia Padre che Figlio, poteva usare la fantastica idea di proiettare all’esterno le proprie caratteristiche divine per poterle osservare, e così facendo, poterle conoscere e amare.

La storia è molto lunga, e ometteremo il racconto di tutti gli eoni che trascorsero con gioia dopo questa prima bellissima creazione, per arrivare al momento in cui il Figlio credette per un solo istante di essere separato dal Padre, e si dimenticò di riderci sopra, perchè è chiaro che una Mente sana non può che ridere di fronte all’idea di essere separata dalla Mente che l’ha creata, che è tutto ciò che è e che sempre sarà.

Un piccolo e insignificante errore

Questa dimenticanza, che il Padre considerò solo un piccolo e insignificante errore, fece dimenticare al Figlio la sua natura Divina, e lo fece addormentare sognando di vivere in un mondo separato dal Padre. Il Figlio si sentì in colpa per questo, e il senso di colpa su cui pose la propria attenzione creò la paura di essere punito, e questo a sua volta creò tutte le brutture del mondo, conseguenza di tutte le emozioni negative legate a quella paura.
Nonostante ciò il Figlio, anche se non ne era più cosciente, continuò ad utilizzare la Legge dello Specchio per continuare a conoscere se stesso.
Ma ora il problema era che la fantastica idea iniziale era stata dimenticata, e tutte le caratteristiche del Figlio, sia buone che cattive, venivano proiettate nel sogno, e siccome il Figlio aveva dimenticato di essere unito al Padre, anche queste entità-specchio riflettevano questa errata idea di separazione.

Ai giorni nostri il Figlio (inteso come l’insieme di tutti i Figli creati a immagine e somiglianza del Padre) sta ancora vagando nel suo sogno, convinto di essere separato dalla Mente che lo ha creato. E avendo dimenticato la fantastica idea di utilizzare la Legge dello Specchio come insostituibile mezzo per conoscere se stesso, crede che tutte le brutture da lui create e proiettate all’esterno non gli appartengano. Il Figlio ora vive nella paura costante di venire attaccato dalle medesime proiezioni che lui stesso ha creato. La fantastica idea, creata con l’unico scopo di contemplare gioiosamente se stessi, ora è diventata un terribile incubo.

Ma per fortuna, anche se il Figlio non lo sa, tutto questo è solo un’illusione, e la bella notizia è che verrà un giorno in cui il Figlio ricorderà, con l’aiuto del Padre, tutta questa storia. E allora risvegliandosi dal brutto sogno da lui stesso creato, ringrazierà il Padre per la sua fantastica idea, e ricordandosi quindi di essere Divino e di non essersi mai separato dal Padre, userà la Legge dello Specchio per proiettare l’unica vera sostanza di cui è composto, l’Amore Incondizionato nei confronti del Padre e di tutti i suoi Fratelli.

Paolo Marrone


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Informazioni su Paolo Marrone

Da anni si occupa dello studio delle vere leggi dell’Universo, attraverso la riscoperta dei profondi legami esistenti tra le antiche dottrine orientali e le più recenti scoperte nel campo della fisica quantistica. Ha intrapreso da tempo un percorso di crescita personale attraverso la partecipazione a scuole dei migliori coach a livello mondiale, come la School of Enlightenment di Ramtha, la Mastery University di Anthony Robbins e il Quantum Leap di T. Harv Eker, solo per citare le più importanti, e ama condividere le sue scoperte e le sue riflessioni su questo blog. E’ anche co-autore di “La via della Creazione Consapevole” e autore de "Il monaco che non aveva un passato".
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10 risposte a Immagina un tempo tanto lontano…

  1. Marisa scrive:

    Che bel sogno…..quello di risvegliarci dal brutto sogno. Siamo qui per questo no? E ce la possiamo fare! Grazie per questa bella storia. Namastè

  2. andrea scrive:

    ciao paolo, è il 31, l’ultimo giorno dell’anno, è un attimo e si avverte un leggero sussulto per quel che il tuo racconto suscita, l’incipit di qualcosa di nuovo che trova origine in un tempo infinitamente lontano. anche questa una storia di trascendenza che avvertiamo dentro ogni volta che superiamo i limiti che ci siamo imposti, che pensiamo anche soltanto possibile che l’origine, la mia stessa origine, sia così lontana da ciò che credo di essere. Ma vorrei anche ringraziarti per la tua delicatezza e per la tua dedizione. non ti conosco, ma si sentono. buon anno.

  3. Luisella scrive:

    grazie per la bellissima “favola”

  4. Stefano22 scrive:

    Ciao Paolo, grazie per il bel regalo di fine anno e per il nuovo inizio che si sta approssimando. La Parabola del Figliol prodigo è lì, davanti ai nostri occhi, per lo più increduli, da oltre 2000 anni…e non è certo stata la prima occasione in cui tale grandioso Messaggio è stato donato all’umanità. Che se ne sia consapevoli o meno, che lo si creda o meno, che lo si viva o meno, resta il fatto che Siamo ciò che Siamo e che tale Essenza va ben oltre le nostre facoltà sensoriali di percezione fisica e spazio-temporale; siamo stati addestrati e ci siamo abituati a tenere sempre più in considerazione le forme, gli oggetti di percezione e, contemporaneamente, ci siamo sempre più allontanati e disinteressati, senza nemmeno rendercene conto, da Quello che consente alle innumerevoli forme di manifestarsi sul piano materiale. Siamo così arrivati al giorno d’oggi, in cui i più sono totalmente identificati con l’oggetto di percezione, dimentichi completamente del Reale Soggetto in cui la percezione avviene. La grandiosità della Parabola sta tutta nella Rivelazione che contiene: non importa quello in cui si crede, quello che realmente conta è la Verità, indipendentemente dal fatto che la si veda oppure no…e la Verità non cambia, nonostante la si ignori. La Vita assume delle forme e gioisce della propria illimitata Creatività e Bellezza, pervasa da un senso di pienezza, indescrivibile a parole. Sono i nostri occhi che vedono incubi, se li vedono, come egualmente sono i nostri occhi che vedono Bellezza, se la vedono…non si tratta quindi di sogni di risveglio da qualsivoglia incubo, si tratta più semplicemente di fare piazza pulita di tutto ciò che impedisce una visione Integra e Veritiera. La fantastica idea, come la definisci Tu, è rimasta tale e quale; sono gli occhi chiusi che, nel buio della notte, ci mostrano incubi, laddove esiste solo Amore e Com-Passione. Ma per fortuna, come bene–dici, verrà un giorno in cui il Figlio ricorderà ogni cosa… Quando ricevo un dono amo ricambiare; Tu ci hai donato questa storia a lieto fine e, da parte mia, vorrei offrire a Chiunque intenda accoglierlo, un ulteriore momento di soavità… Il giorno di cui parli non è iscritto in un futuro imprecisato, non è un giorno che si possa collocare nel tempo, nè raggiungere col tempo…è già qui, è ora, è adesso, perché Adesso è l’unico “tempo” che c’è e che mai ci sarà. Non c’è più nulla da attendere, non c’è più nulla da cercare, non c’è più nulla da ottenere…”il tempo è compiuto”…nulla manca…basta “solo” avere orecchie per intendere, occhi per vedere e un cuore saldamente radicato nell’Amore. Grazie ancora ed ogni Bene a Te e a Tutti noi. Love*

    • Enrico Beretta scrive:

      A Stefano22:
      Ho letto ore fa il Messaggio di Paolo e mi ha fatto battere il cuore, cosi l’ho voluto rileggere e ho lasciato un commento. Naturalmente come in ogni istante di vita ho continuato a pensare, pochi momenti fa ho voluto rileggerlo e vedere anche il mio commento che però è andato perso o comunque non è ancora visibile. Così ho iniziato a leggere gli altri commenti e il tuo l’ho trovato illuminato. Mi piace la tua convinzione che siamo “dimentichi completamente del Reale Soggetto in cui la percezione avviene.” è anche la mia. Per il Bene della Coscienza e della Conoscenza usata solo per ottenere altra conoscenza avrei piacere di scambiare pensieri con te. Sono passati cinque anni, secondo il mio tempo, ma c’è un tempo per ogni cosa ed è sempre adesso, per coloro che hanno compreso. Mi Piace, il Tuo riferimento alla parabola del figliol prodigo… Io Credo che Quando torna a casa del Padre Questi da una Grande festa perché Egli (il figliuolo) ha riportato a casa tuti quelli che si erano smarriti, e non ha lasciato indietro nessuno. Gesù Parlava spesso dell”Adesso “di Sé Stesso nelle parabole. Buona vita e buona esistenza

  5. ambra da prato scrive:

    Complimenti…hai reso l idea perfettamente…grazie ti leggo sempre con piacere…

  6. marzia scrive:

    Grazie.

  7. Alessandra scrive:

    Mi dispiace ma faccio una fatica incredibile a seguire…:-(

  8. Ugo scrive:

    Illuminante “fiaba” che apre un spiraglio su una realtà cosmica. Grazie

  9. Alessandra Cristiani scrive:

    Oggi ho avuto qualche “tentennamento” ma l’Universo mi ha appena parlato e rassicurato attraverso le parole del tuo scritto….non l’ho cercato è semplicemente arrivato a me ricordandomi per l’ennesima volta chi sono veramente….è proprio vero noi viaggiatori non siamo mai soli……..grazie per aver permesso che queste parole potessero giungere a me ed a quanti le hanno lette e le leggeranno….

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