Il Karma e la Legge di Attrazione

Se è vero che noi creiamo la nostra realtà e siamo potenzialmente in grado di manifestare i nostri desideri, come si concilia questo con il fatto che esiste anche il Karma, secondo il quale il nostro destino è in parte condizionato da ciò che è accaduto in passato?

Tutti abbiamo sentito parlare del Karma, e ognuno credo si sia fatto un’idea di questa “legge” dell’Universo. In base al principio del Karma ogni nostro pensiero, parola o azione ha in qualche modo un’influenza in quello che ci accadrà in futuro. Questo meccanismo di azione-reazione può agire indipendentemente dal tempo e dallo spazio, perché i suoi effetti, secondo alcuni, possono manifestarsi in qualsiasi momento e secondo modalità che non è possibile prevedere in alcun modo.

Ma per chi segue regolarmente questo blog, o legge i miei libri, sa perfettamente che io per primo esorto tutti a considerarsi gli unici creatori della propria realtà. Siamo esseri divini, come ho più volte avuto modo di affermare, ed essendo stati creati ad “immagine e somiglianza” del nostro Creatore, a nostra volta abbiamo ereditato la capacità di creare.

Come si coniuga allora questa nostra libertà di creare il nostro destino, con la legge del Karma che abbiamo descritto all’inizio di questo articolo? Come è possibile, in altre parole, pensare che possiamo far funzionare la Legge di Attrazione, quando nel contempo siamo in balìa del meccanismo di azione-reazione determinato dalle nostre azioni precedenti?

E’ più semplice di quanto si possa immaginare.

Viviamo in un Universo duale, nel quale esiste tutto e il contrario di tutto. Tutti infatti saremo d’accordo sul fatto che possiamo sperimentare il buio e la luce, la bellezza e la bruttezza, la gioia e la tristezza, … e potrei continuare con altre dieci pagine di esempi. Ebbene, questi due aspetti sono in costante equilibrio. Come faccio a saperlo? Basta guardarsi intorno. Se il nostro universo non fosse in equilibrio, la preponderanza di un qualsiasi aspetto, se non controbilanciata, finirebbe per crescere a dismisura distruggendo l’universo. E’ un pò come funziona un pendolo: più lo spingiamo verso una delle due estremità, più il peso ritornerà con forza verso l’estremo opposto, per poi alla fine adagiarsi al centro, una volta esaurita la forza iniziale che ne ha rotto l’equilibrio.

Ecco, l’universo in cui viviamo funziona in questo modo. Qualsiasi “perturbazione” viene prima o poi controbilanciata da una forza uguale e contraria che riporta il tutto in equilibrio. Semplificando, questo è il Karma.

E se fosse solo una manifestazione del Karma?

E se la Legge di Attrazione non fosse altro che un’altra manifestazione del Karma? Uhm… proviamo ad analizzare questa idea.

Ricorderete sicuramente una delle 7 leggi di Ermete Trismegisto:

Come sopra – così sotto,
come sotto – così sopra.
Come dentro – così fuori,
come fuori – così dentro.
Come nel grande – così nel piccolo.

Non a caso ho evidenziato le parole “Come dentro, così fuori…“. Questa, se ci pensate, è proprio la legge su cui si basa quella che chiamiamo Legge di Attrazione, secondo la quale si manifesterà all’esterno sempre e comunque quello che “siamo” al nostro interno. E’ il concetto di “essere” per “diventare”.

Se credo di essere sfigato, l’Universo farà di tutto per darmene prova, ma vale anche per il contrario, naturalmente.

Come fa ad agire questo principio? Qualsiasi “sbilanciamento” tra quello che “sentiamo” di essere, e quello che “siamo” nella realtà, verrà in qualche modo ad annullarsi, facendo in modo che il mondo esterno si uniformi prima o poi a ciò che pensiamo di essere. Se rileggete questa ultima frase probabilmente ritroverete esattamente il meccanismo con cui opera il Karma. Se cambio il mio “sentire” riguardo a chi sono, la realtà esterna non potrà che rimediare alla disuguaglianza che si è venuta a creare tra “dentro” e “fuori”, facendo in modo che tale differenza si annulli. Come? Se manterremo fermo il nostro pensiero senza che questo venga condizionato dagli eventi esterni, l’universo non potrà fare altro che modificare la realtà esterna per riportare il corretto equilibrio tra le cose.

Non può che essere così, perché ciò che chiamiamo “fuori” non è altro che la proiezione di ciò che siamo “dentro”. Anzi, per dirla meglio, sia il dentro che il fuori sono ambedue nella nostra mente. Siamo noi a contenere l’Universo, non il contrario, pertanto il tutto si deve necessariamente uniformare a quelle che sono le nostre credenze su come pensiamo le cose debbano manifestarsi.

E la legge del Karma è lì proprio per fare in modo che questo accada sempre, senza alcuna eccezione.

Paolo Marrone


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Informazioni su Paolo Marrone

Da anni si occupa dello studio delle vere leggi dell’Universo, attraverso la riscoperta dei profondi legami esistenti tra le antiche dottrine orientali e le più recenti scoperte nel campo della fisica quantistica. Ha intrapreso da tempo un percorso di crescita personale attraverso la partecipazione a scuole dei migliori coach a livello mondiale, come la School of Enlightenment di Ramtha, la Mastery University di Anthony Robbins e il Quantum Leap di T. Harv Eker, solo per citare le più importanti, e ama condividere le sue scoperte e le sue riflessioni su questo blog. E’ anche co-autore di “La via della Creazione Consapevole” e autore de "Il monaco che non aveva un passato".
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3 risposte a Il Karma e la Legge di Attrazione

  1. ivan scrive:

    bravo paolo, complimenti, non poteva essere piu’ chiaro….hai enunciato il nuovo paradigma…ora ognuno ha il compito di effettuare questo cambio interiormente…e piu’ saremo a dedicacarci a ottenerlo piu’ sara’ evidente il cammino !…grazie paolo….

  2. Mariarita scrive:

    Pienamente d’accordo con quanto scrivi, Paolo. Proprio in questi giorni sto rileggendo Artefice della Tua Vita di Jeans Allen 1909 dove nel primo capitolo parla proprio di questo fondamentale concetto…

  3. Pietro scrive:

    Illuminante! Grazie

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