Esigiamo rispetto per noi stessi dalla vocina interna

In questo post parleremo di rispetto per noi stessi, ma non chiedendolo agli altri, bensì a noi stessi. Potrebbe sembrare una affermazione strana, ma il concetto chiave è che non ci amiamo abbastanza, e proverò a dimostrarlo in questo articolo.

Bene, alzi la mano chi ha notato che la propria mente è costantemente impegnata in un dialogo interno che occupa di continuo i nostri pensieri.

Credo di non sbagliare affermando che tutti abbiamo una vocina interna che ci parla incessantemente. E’ il dialogo interiore di cui abbiamo già parlato in qualcuno dei post precedenti, e che ci racconta in continuazione tantissime cose. A volte ci rimprovera, a volte ci da dei consigli, altre volte ci richiama al dovere, ecc. ecc.

Senza sosta.

Ne siamo tutti afflitti, senza eccezione, e questo ci fa credere che sia una cosa del tutto normale. Anzi, la cosa peggiore è che pensiamo che quella vocina siamo noi stessi che, in base a ragionamenti logici, traiamo conclusioni sugli avvenimenti della nostra vita, e ce le raccontiamo.

E ci identifichiamo così tanto in quella vocina che le crediamo anche! A volte, in questo dialogo interiore, le rispondiamo pure dandole ragione, in assurdi dialoghi interni del tipo: “Non dovresti fare quella cosa, potrebbe essere pericoloso” – “Hai ragione sai? Credo che rinuncerò…” ecc.

Sto per rivelarvi una verità fondamentale che vi libererà per sempre dalla schiavitù (perchè di questo si tratta) indotta da quell’incessante dialogo interiore:

La vocina che ci parla costantemente non solo non siamo noi, ma ci racconta una quantità incredibile di menzogne a cui non dobbiamo assolutamente credere.

Don Miguel Ruiz, nel suo bellissimo libro “La voce della Conoscenza” parla del fatto che al nostro interno esistono due figure che si contrappongono, e che influenzano gran parte della nostra vita: Il Giudice e la Vittima.

Fin dalla nascita abbiamo subito delle influenze costanti da parte dei nostri genitori, la scuola, gli amici, ecc. che ci hanno ‘addestrato’ a credere ad un incredibile quantità di assunzioni su cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, cosa è bello e cosa è brutto, cosa fare e cosa non fare, e così via…

Tutte queste influenze hanno creato in noi la figura del Giudice che giudica (quasi sempre in modo severo e negativo contro noi stessi) tutto ciò che facciamo in base alle nozioni che ci sono state ‘inculcate’ nella mente. La vocina del Giudice ci ricorda puntualmente quali sono le ‘leggi’ comunemente accettate dalla società che abbiamo violato, stiamo violando, o potremmo violare.

La Vittima che è in noi ascolta le accuse del Giudice e, credendole veritiere, si sente in dovere di essere rimproverata o addirittura punita per i comportamenti ritenuti sbagliati dal Giudice. Nel migliore dei casi i giudizi del Giudice vengono accolti come buoni consigli per evitare problemi futuri, pertanto ci auto-limitiamo nelle nostre iniziative credendo ciecamente nella fondatezza di quei consigli.

Sveglia! Sei solo vittima di un’allucinazione, che scambi per la realtà.

Purtroppo non ci rendiamo conto che, come dice Ruiz, viviamo in un sogno creato da noi. Non dobbiamo mai dimenticare che siamo noi a creare la realtà attraverso le nostre credenze. Se ci raccontiamo, attraverso la vocina, che ottenere o fare qualcosa è difficile, e le crediamo, allora ottenere quella cosa sarà davvero difficile.

Siamo dei potenti creatori che hanno dimenticato di esserlo.

Afferrato il concetto?

Rendiamo difficile una cosa nel momento in cui la crediamo tale.

A differenza di quello che pensiamo, causa ed effetto sono invertiti. Costruiamo il nostro sogno attraverso le innumerevoli credenze che abbiamo accettato come vere nell’arco di tutta una vita, e la storia che ci raccontiamo attraverso la vocina interna diventa la nostra realtà.

Chissà quante volte nei testi di crescita personale abbiamo letto che dobbiamo amare noi stessi. Forse non abbiamo mai capito realmente cosa questo volesse significare. In fondo, ci diciamo, nessuno odia se stesso.

Ora questa frase assume finalmente un significato reale e concreto: amare se stessi significa smettere di credere in quella vocina che ci racconta tutte quelle storie che non sono le nostre, ma che ci sono state ‘inculcate’ attraverso l’indottrinamento subito da quando siamo nati.

Dobbiamo finalmente capire che viviamo, anzi subiamo, una storia creata da altri, e sulla quale, finchè crederemo a quella vocina, non abbiamo alcuna influenza e alcun controllo.

Le parole sono potentissime nel creare la realtà. Non usarle mai, per nessun motivo, contro di te.

Riprendi il controllo della tua mente e di conseguenza della tua vita. Ama te stesso facendo zittire quella vocina. Smetti di sminuirti continuamente ed elimina le figure del Giudice e della Vittima nelle quali ti identifichi così spesso, infliggendoti inutili e dannose punizioni che non fanno altro che limitare la tua realtà.

Usa a tuo vantaggio quella vocina, facendole raccontare un’altra storia, una storia fatta di possibilità, abbondanza, successi e realizzazioni future.

E finalmente riuscirai a creare e a vivere un bellissimo sogno, quello che desideri e che realmente meriti.

Paolo Marrone


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Informazioni su Paolo Marrone

Da anni si occupa dello studio delle vere leggi dell’Universo, attraverso la riscoperta dei profondi legami esistenti tra le antiche dottrine orientali e le più recenti scoperte nel campo della fisica quantistica. Ha intrapreso da tempo un percorso di crescita personale attraverso la partecipazione a scuole dei migliori coach a livello mondiale, come la School of Enlightenment di Ramtha, la Mastery University di Anthony Robbins e il Quantum Leap di T. Harv Eker, solo per citare le più importanti, e ama condividere le sue scoperte e le sue riflessioni su questo blog. E’ anche co-autore di “La via della Creazione Consapevole” e autore de "Il monaco che non aveva un passato".
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8 risposte a Esigiamo rispetto per noi stessi dalla vocina interna

  1. Luca Ferrigato scrive:

    Grazie Paolo per quello che scrivi, hai perfettamente ragione le parole sono ‘potentissime’ le parole creano..

  2. Tiziana Palazzo scrive:

    Grazie Paolo, anch’io vengo dalla folgorante esperienza nel 2009 di Robbins e sono grata di aver incontrato un altro PARI.
    Il sito e’ in lavorazione. Contattami ..da cosa nasce cosa da progetto nasce progetto . a presto.

    • admin scrive:

      Ciao Tiziana. Grazie per il commento. Sarò felice di scambiare con te idee e opinioni riguardo questi argomenti. A presto.
      Paolo

  3. Paola scrive:

    mmm.. mi prude il naso… condivido ricerca e manifestazione.. mi piacciono le tue parole, e anche la tua gentile tenacia.

  4. Tilde scrive:

    Io dico semplicemente grazie per tanta ricchezza che ritengo sia un dono inaspettato e che sicuramente avrà riscontri positivi nella mia vita. Ancora grazie, Tilde

  5. Luca scrive:

    Bravo Paolo, a prescindere dagli ottimi argomenti, hai un modo di scrivere molto pulito, scrivi molto bene.
    Un saluto!

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