13 Ottobre 2026
Campo Quantico

11 pensieri su “Inside out, ovvero l’altra faccia delle emozioni”

  1. Il film l’ho visto con mia figlia e la mia compagna,infatti sono d’accordo con te ,va preso per quello che è.Mi è piaciuto molto e credo che abbia comunque dei valori intrinsecamente positivi.Una cosa che mi è comunque piaciuta particolarmente è che tutte le emozioni hanno un loro senso se si mantengono e si gestiscono con equilibrio,anche “tristezza”.Seguo il tuo blog e quello di altre persone valide ,ho letto di tutto e di più su, Loa,tutta la trilogia di Zeland,per citarne alcuni e continuo a farlo ,Ho ascoltato le interviste che ti hanno fatto in radio.Non dico questo per tirarmela o per presunzione,anzi credo di sapere poco o niente ancora,ma solo per farti capire quanto io sia d’accordo con le tue affermazioni.La difficoltà più grande credo sia insegnare ad un bambino a non avere reazioni avventate,in fondo anche noi ci siamo comportati “normalmente” o con Conformismo reagendo inconsapevolmente.Il messaggio che passa per il bambino , è il valore della famiglia e l’amore,ma a volte penso che sia solo una formula che funziona e i produttori lo sanno bene da anni,o più semplicemente sono valori in cui tutti o quasi crediamo ancora davvero per fortuna.
    Approfitto per farti i complimenti,il tuo libro non l’ho ancora letto,ma è nella lista.
    Grazie e scusa per la lungaggine.
    Marco.

    1. D’accordo con te Marco, il film ha comunque un suo valore e va sicuramente visto, come ho già scritto nell’articolo. L’importante è rimanere ben consci del fatto che le emozioni sono ben altra cosa rispetto a quello che viene descritto. Non so se sia voluto o no, non amo fare dietrologia, ma di sicuro un cartone animato per la famiglia non si presta ad affrontare in profondità questi temi. Fino ad ora questo compito è stato affidato soprattutto al genere fantascienza (vedi Matrix, Inception, Il tredicesimo piano, ecc.), rivolto quindi a un target di spettatori più ‘adulto’.
      Riguardo cosa dire ai nostri ragazzi, ognuno spiega ai propri figli il mondo così come lo conosce, impossibile fare diversamente. Tua figlia è di sicuro più fortunata di altri… 😉
      Grazie per l’interessante riflessione 🙂
      Paolo

  2. Io invece penso che il limite del “pensiero positivo”
    sia proprio quello di considerare le emozioni “positive o negative”
    le emozioni sono una naturale risposta ai nostri bisogni.vanno semplicemente “ascoltate” La rabbia è un emozione basilare, necessaria e positiva, così come la paura e il dolore e la gioia ….
    Un conto è strumentalizzarle, un conto è lasciarle fluire e grazie a loro, capire di che cosa abbiamo bisogno. Ci indicano il cammino. Spesso quello che vorremmo essere e quello che siamo creano conflitti dolorosi, le emozioni ci obbligano a fermarci e accoglierci nella nostra vera essenza, che va rispettata e amata.
    Creare vibrazioni positive che attraggono situazioni altrettanto positive, è possibile veramente, solo rispettando le regole basilari del nostro inconscio (meraviglioso) e la natura perfetta delle nostre emozioni. Tutto il resto è forzato e finto.

    1. Assolutamente d’accordo Fedy, ma il fatto che le emozioni siano tutte utili vale naturalmente per le persone che conoscono questi principi e sanno come lavorarle e trascenderle. Purtroppo la maggior parte delle persone vive in balìa delle proprie emozioni, subendo quelle che consideriamo ‘negative’, senza sapere invece che, come ho scritto nell’articolo, sono il carburante della nostra crescita personale. E’ a queste persone che mi rivolgo soprattutto 🙂

    1. Leonardo, il commento lo hai postato sulla pagina del libro “La via della Creazione Consapevole”, ed è lì che ti avevo risposto, poche ore dopo. Puoi quindi leggere la risposta a questo link.

  3. Buongiorno Paolo. Per favore, potresti scrivere qualcosa sui desideri indotti. Osho dice: Stai attento a ciò che desideri perché prima o poi si verifichera’. É un dilemma che non riesco a venirne a capo. L’unica considerazione che mi viene é che se ho un desiderio e’ quello che devo soddisfare per poterlo poi trascendere e andare oltre. Per cui non ha senso parlare di desiderio indotto, cioè é un desiderio e basta. Per cui se io voglio un elicottero ma per ora desidero un’auto, va bene? Come dici Tu, non é importante la strada che si sceglie ma focalizzarsi sull’obiettivo.

    1. Chiedo scusa se non è attinente al tema trattato nell’articolo. Ma indirettamente lo é. Perché se non mi faccio problemi se il desiderio è indotto o meno vado più spedito a creare l’emozione corrispondente al desiderio.

      1. Volevo dire un’altra cosa. Prometto poi che non farò più tanti commenti tutti in una volta.
        io sono d’accordo con Fedy. Ma aggiungo che ogni emozione cosidetta negativa é li per dirci che non abbiamo capito qualcosa sulla legge d’attrazione. Per cui il problema non é che trasformare un’emozione negativa in positiva potrebbe essere forzato e finto. Per esempio io da qualche tempo mi impegno ad essere felice nel qui e ora quando mi viene un’emozione negativa ma non funziona sempre e mi sento finto. Poi ho capito che mi mancava un elemento e cioe’ che quello che ho é già abbondanza. E il sentimento di abbondanza produce altra abbondanza. Ciao a Fedy e a Paolo e grazie a tutti i lettori per la pazienza.

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