Il mondo appare solo all’occorrenza

Più volte abbiamo sentito affermare che “esiste solo il qui e ora”, ma forse non ci siamo mai domandati cosa volesse davvero dire. Scopriamolo insieme in questo articolo.

Siamo nell’ultimo capitolo de “Il monaco che non aveva un passato“, quando dopo aver cenato insieme ai discepoli il Maestro mi conduce nella grande sala del monastero per continuare i nostri discorsi, sorseggiando del thè seduti su grandi cuscini color porpora.
Questo è quello che ad un certo punto il Maestro mi dice, in risposta alla mia domanda in cui gli chiedevo se fossi potuto tornare in quel monastero e rincontrarlo di nuovo:

“Tu credi di avere a che fare con persone che esistono al di fuori di te, e che hanno una loro storia. Lo pensi per tutte le persone che entrano nella tua vita, ma non è così. Sei in un sogno, e tutto ciò che ne fa parte si materializza all’occorrenza…”

Cosa voleva dire con questa frase? In che senso il mondo si materializza all’occorrenza?
Quello che il Maestro mi stava dicendo è semplicemente un’altro modo, forse più concreto e diretto, di affermare che non esiste altro se non il Qui e Ora.

Ok, l’affermazione che esiste solo il Qui e Ora l’abbiamo sentita chissà quante volte, e oramai la diamo per scontata, non considerandola più qualcosa di strano o di incomprensibile.
Forse però non hai valutato bene il reale significato di quella frase. Il problema è che diamo per scontate troppe cose, ed abbiamo quindi perso l’abitudine a farci delle domande per approfondire i vari concetti.

Sull’Ora non ci sono molti dubbi. Ma riguardo al Qui, come la mettiamo?

Esiste solo il Qui e Ora. Bene.
Riguardo all’Ora, o momento presente, probabilmente pochi avranno dei dubbi, perché più volte abbiamo sentito dire che il tempo è solo un’illusione, e che quindi passato e futuro non esistono realmente, ma sono solo una nostra costruzione mentale. L’affermazione quindi che esiste solo il momento presente non ci crea molto disturbo, avendo in qualche modo fatto amicizia con questo concetto. Non mi soffermo sul perché il tempo sia solo un’illusione, perché è un argomento che ho trattato più volte in questo blog, e altre volte ancora lo tratterò.

Soffermiamoci invece sul concetto che esiste solo il Qui. Vi siete mai chiesti cosa questo volesse dire? Allacciate le cinture, perché stiamo per intraprendere un viaggio che ci porterà a trarre delle conclusioni sconvolgenti, ma tranquilli, vi ci porterò un po’ alla volta, conducendovi per mano, cercando di non perdere nessuno per strada.

Il titolo di questo post dovrebbe già avervi dato qualche indizio, ma c’è una vocina dentro la vostra mente che si rifiuta di arrivare fino alla conclusione finale, perché per quanto sia la spiegazione più logica, stravolge ogni vecchia logica sulla quale avete basato la vostra intera vita. Fino ad ora.

Chi ha visto il bellissimo film “Il Tredicesimo Piano” (se non lo avete ancora fatto, vedetelo, ne vale la pena), ricorderà sicuramente che uno dei protagonisti ad un certo punto intraprende un viaggio in macchina, per verificare con i suoi occhi se l’idea che stesse vivendo in una simulazione di un computer fosse veritiera.
Ebbene, il nostro personaggio ad un certo punto, dopo aver violato una moltitudine di segnali che gli intimavano di fermarsi e non andare oltre, trova quelli che sono i ‘confini del suo mondo‘. Così come si può vedere nella foto in testa a questo articolo, presa da una scena del film, al di là di un certo limite esiste solo una ‘bozza’ del mondo, costituita da una rappresentazione in ‘wireframe’, come quelle di alcune immagini computerizzate. Chiunque abbia dimestichezza con la programmazione dei videogiochi sa benissimo che le scene del videogame vengono costruite all’occorrenza, rappresentando solo ed esclusivamente i particolari che sono visualizzati sullo schermo. In altre parole, quando nello svolgimento del gioco lasciamo un ambiente per entrare in un altro, il vecchio ambiente non viene più ‘renderizzato’, dato che non essendo più utile, si evita di sprecare prezioso tempo di elaborazione per costruire oggetti e muri che non vengono più visualizzati.

Ecco, in un videogame (così come anche nel film che ho menzionato), l’affermazione che esiste solo il qui e ora è pienamente valida e verificabile. Le scene trascorse semplicemente non esistono più. Viene creato, istante per istante, solo ciò che è sotto la diretta visione del giocatore.

Ma nella realtà cosa accade?

Ebbene sì, lo sto per dire, anche se forse non lo avreste mai voluto sentire:

Esattamente come in un videogioco, anche nella realtà vengono materializzate solo ed esclusivamente le cose che sono sotto la nostra diretta percezione.

Qui uso il termine ‘percezione’ perché vanno inclusi tutti e cinque i sensi, non solo la vista. Sento nettamente quella vocina nella vostra mente che vi sta suggerendo che sono tutte pazzie, e vi sta esortando a lasciare questa pagina, maledendo il tempo perso per leggere fino a qui.

Fermati, perché avevo promesso di condurti per mano fino in fondo, ed è proprio quello che farò.
Avrai sicuramente sentito parlare dell’esperimento delle due fessure, quello in cui la fisica quantistica è riuscita a dimostrare sperimentalmente che la materia esiste solo quando viene osservata. Io direi ‘percepita’, perché come ho già detto vanno considerati alla stessa stregua tutti e cinque i sensi.
Lo ribadisco, nel caso non fosse chiaro:

Quando una particella non viene osservata, semplicemente non esiste. Ciò che esiste al suo posto è solo un’onda di probabilità, che indica la probabilità con cui la particella può apparire in un certo punto dello spazio-tempo quando viene osservata. No osservazione, no particella.

Bene. Questo vuol dire che se in questo momento nessuno dei tuoi sensi ha percezione di quello che c’è all’interno della tua casa al mare, lontana 50 Km, per la fisica quantistica quella casa, e tutto ciò che contiene, semplicemente non esiste. Come non esiste? Ma se mi reco lì la vedo, e ci posso anche entrare, obietterai.
Certo, ma quando ti rechi lì, la casa la stai osservando, e quindi la stai materializzando all’occorrenza. Come fa quella casa a materializzarsi sempre uguale, al solito posto, con lo stesso colore dei muri e del tetto? Semplice, perché secondo la fisica quantistica quello che percepisci è la materializzazione (o collasso) della funzione d’onda che descrive quella casa.
La funzione d’onda può essere considerata come una ‘forma pensiero’ che esiste nella nostra mente. La casa la ricrei istante per istante in base alla forma pensiero o ‘idea’ che hai di quella casa.

Insomma, tutto ciò che non è sotto la nostra diretta percezione, semplicemente non esiste, e viene di conseguenza materializzato all’occorrenza, nel momento esatto in cui ne abbiamo percezione. Ecco quindi perché, oltre all’adesso, esiste solo il ‘qui’.
Ma del resto non potrebbe essere altrimenti, considerando che viviamo all’interno di un sogno. Se in un sogno notturno sogni una casa, e poi cambiando sogno o allontanandoti da essa non la vedi più, al tuo risveglio credi che quella casa continuava ad esistere da qualche parte anche quando non faceva più parte del tuo sogno? Naturalmente no, era solo un’immagine nella tua mente che ricreavi all’occorrenza.

Bene, considera che anche questo mondo che ti sembra così reale è un’immagine nella tua mente, nel caso volessi comprendere più a fondo quello che ho appena detto in questo post.



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Info su Paolo Marrone

Da anni si occupa dello studio delle vere leggi dell’Universo, attraverso la riscoperta dei profondi legami esistenti tra le antiche dottrine orientali e le più recenti scoperte nel campo della fisica quantistica. Ha intrapreso da tempo un percorso di crescita personale attraverso la partecipazione a scuole dei migliori coach a livello mondiale, come la School of Enlightenment di Ramtha, la Mastery University di Anthony Robbins e il Quantum Leap di T. Harv Eker, solo per citare le più importanti, e ama condividere le sue scoperte e le sue riflessioni su questo blog. E’ anche co-autore di “La via della Creazione Consapevole” e autore de "Il monaco che non aveva un passato".
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8 risposte a Il mondo appare solo all’occorrenza

  1. Adriana scrive:

    Veramente interessante. Grazie per il contributo. Adriana

  2. dani scrive:

    Non sono riuscita a capire bene. Come facciamo in quattro persone a percepire la stessa casa? In un sogno ognuno vive quella del proprio sogno ma in questa realtà?

  3. Ferdinando scrive:

    Ok ma come si spiega che più persone della stessa famiglia riescano a visualizzare la stessa casa a mare?forse stiamo creando anche queste persone?o loro creano me?tutto difficile e forzato ma continuo a rimanete affascinato da tutto ciò

    • Paolo Marrone scrive:

      Ferdinando, per comprendere appieno questi concetti bisogna accettare la totale inconsistenza del mondo che percepiamo. Non ha senso parlare degli ‘altri’ come entità separate da noi stessi. Il nostro stesso corpo è semplicemente il risultato di una illusione, pertanto il concetto di ‘io’ e ‘altri’ viene a cadere, facendo perdere senso alla domanda riguardo a chi crea e chi è creato.

  4. apomorfina scrive:

    “tutto ciò che non è sotto la nostra diretta percezione, semplicemente non esiste”. Prendiamo il caso della casa al mare: esiste solo se la percepisco direttamente, altrimenti no. Chiamo la mia vicina di casa e le chiedo: “Vedi la mia casa?”, risponderà di sì. Esiste e non è una percezione diretta.
    Credo si faccia un grosso errore a trasportare le leggi della fisica delle particelle sul nostro piano: sono due dimensioni diverse.
    In base alle mie conoscenze e alle mie esperienze, il concetto di “qui e ora” ha un altro senso. Si tratta di 2 punti: l’ora è il presente, un punto (ente indefinito, ossia grande o piccolo quanto si vuole) nella linea del tempo, mentre il qui è il centro. Siamo nel “qui e ora” quando siamo presenti e (con)centrati.

    • Paolo Marrone scrive:

      Non è possibile tentare di applicare il normale ragionamento logico a qualcosa che esula da quello che abbiamo imparato fino ad ora sul mondo, basandoci solo su quello che percepiamo con i cinque sensi. Tutto il ragionamento espresso in questo post si basa sul concetto di mondo illusorio, che non corrisponde a qualcosa di tangibile e realmente esistente “là fuori”. Non esiste nulla là fuori, oltre le immagini proiettate dalla nostra mente. Se non siamo d’accordo su questo presupposto è logico che non si possa condividere tutto il resto, pertanto comprendo benissimo la tua obiezione, anche se non la condivido. Secondo questa diversa visione della realtà, non stai parlando con la tua amica, ma stai sognando di farlo. Il primo errore è credere di essere il proprio corpo e la propria mente, dandogli una consistenza reale e perdendo così di vista la totale illusorietà di quello che percepiamo. Grazie comunque per il commento che mi ha dato l’occasione per chiarire ulteriormente il mio punto di vista.

      • apomorfina scrive:

        (Hypnerotomachia Poliphili, ubi humana omnia non nisi somnium esse docet.)
        Studio questi argomenti da un po’ di tempo, la difficoltà è -come dice- che non si possono comprendere con la nostra logica, ma sono anche contrario ad accetterli come se fossero una fede, un dogma. E’ necessaria una comprensione fuori dall’ordinario.

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