Il mondo che vedi sei tu

Il mondo che vedi sei tuIl mondo non è altro che un riflesso di ciò che siamo dentro. Insomma, che tu ci creda o no, il mondo che vedi sei tu.

Avrete sicuramente letto che il mondo che vediamo non è altro che uno specchio di come siamo fatti dentro, dei nostri pensieri e delle nostre credenze.
Ogni persona che incontriamo, infatti, è lì per ricordarci qualche aspetto di noi stessi. Tutte le volte infatti che notiamo qualche aspetto che non ci piace in qualcuno (ma il ragionamento vale anche per gli aspetti che ci piacciono), in realtà quell’aspetto è qualcosa che ci appartiene.
Può essere qualcosa che abbiamo represso, o che manifestiamo senza accorgecene.

In pratica non attiriamo mai le persone a caso nella nostra vita, neanche quelle che incrociamo per strada e che non vedremo mai più. Tutte, e sottolineo tutte, sono lì per riflettere qualche aspetto di noi stessi. E invece che criticare le cose che non ci piacciono negli altri, sarebbe molto saggio chiedersi perchè, tra le tante cose, abbiamo notato proprio quelle.

Ma credo che ciò che ho detto finora è già conosciuto da molti dei lettori di questo blog. La legge dello specchio non è nuova infatti, e dopo la scoperta e divulgazione dei sette specchi esseni, l’argomento è sicuramente non nuovo per molti.

Ho preso spunto dalla legge dello specchio per parlare invece di un altro aspetto della stessa teoria che probabilmente sfugge a molti, ma che ritengo di fondamentale importanza per diventare creatori consapevoli della propria vita.
La legge dello specchio infatti si applica non solo a quello che notiamo nelle altre persone, bello o brutto che sia, ma anche e soprattutto a tutto ciò che ci viene detto o riferito.

Ebbene si, tutto ciò che gli altri ci dicono, piacevole o spiacevole, è derivante solo ed esclusivamente dal risultato dei nostri pensieri e delle nostre credenze.

Tutto ciò che ci viene detto non è altro che il riflesso di qualche nostro pensiero o credenza

In altre parole, siamo noi che letteralmente mettiamo in bocca delle altre persone quello che ci viene detto, anzi, che chiediamo che ci venga detto.

Non ci credete? Bene, allora forse è opportuno ricordare che siamo noi a creare il mondo che ci circonda. Più volte in questo blog ho scritto che non esiste nulla là fuori, e che la fisica quantistica ci sta dimostrando in modo innegabile che tutto quello che vediamo è solo il riflesso di quello che siamo dentro.

Il mondo è solo una illusione, nella quale ci siamo persi dopo averla creata

Facciamo un esempio con una analogia. Immaginate di stare dormendo nel vostro letto, e di sognare che qualcuno vi parla e vi dice delle cose su cui non siete affatto d’accordo, per esempio critica un vostro lavoro, o come siete vestiti.
All’improvviso un rumore esterno vi sveglia e vi riporta alla realtà. Ma siccome di solito ricordiamo l’ultimo sogno fatto, al risveglio abbiamo bene in mente ciò che quella persona nel sogno ci stava dicendo.

Ora vi faccio una domanda: al risveglio crederete che quella persona nel sogno vi ha detto realmente quelle parole, o penserete che siano solo frutto del vostro inconscio, che per qualche ragione ha portato nel vostro sogno quell’episodio facendo dire a quella persona quelle parole?
Naturalmente optereste per la seconda ipotesi, dato che siete certi che si trattava solo di un sogno, e si sa, i sogni sono generati dall’inconscio all’interno della nostra mente.

E allora, se anche la realtà che viviamo è solo una illusione creata dalla nostra mente, perchè fate fatica a credere che una critica ricevuta nella vita reale sia stata ‘indotta’ o creata da voi stessi?
So che non è facile accettarlo, ma se qualcuno vi critica per qualsiasi ragione, in realtà quella persona è solo il mezzo che il vostro inconscio ha utilizzato per portare alla luce una vostra intima credenza. La critica ricevuta per un lavoro fatto, per esempio, è in realtà il riflesso di un nostro pensiero negativo su quel lavoro.
Ecco perchè le persone di successo sono anche quelle che credono fermamente e incondizionatamente in quello che fanno. Non avendo pensieri negativi (consci o inconsci) su ciò che fanno, semplicemente non attirano mai critiche sul proprio operato.

E allora, la prossima volta che qualcuno vi dirà cose che non volevate sentire, invece di arrabbiarvi o offendervi, consideratelo un regalo che l’inconscio vi sta facendo per permettervi di portare alla luce qualche credenza o pensiero negativo che avete su voi stessi. E allora ringraziate quella persona, perchè a sua insaputa vi sta facendo un regalo immenso.

Il mondo è il riflesso dei nostri pensieri e credenze più intime, non dimenticatelo mai.
E’ per questo che prima di iniziare qualsiasi nuova attività è di fondamentale importanza allinearsi col proprio Vero Sè, al fine di essere più che convinti del fatto che siamo esseri Divini, e come tali possiamo attingere a conoscenze e potere illimitati per riuscire in qualsiasi impresa intraprendiamo nella nostra vita.

Il mondo che vedi sei tu. Non dimenticarlo mai.

Paolo Marrone


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Info su Paolo Marrone

Da anni si occupa dello studio delle vere leggi dell’Universo, attraverso la riscoperta dei profondi legami esistenti tra le antiche dottrine orientali e le più recenti scoperte nel campo della fisica quantistica. Ha intrapreso da tempo un percorso di crescita personale attraverso la partecipazione a scuole dei migliori coach a livello mondiale, come la School of Enlightenment di Ramtha, la Mastery University di Anthony Robbins e il Quantum Leap di T. Harv Eker, solo per citare le più importanti, e ama condividere le sue scoperte e le sue riflessioni su questo blog. E’ anche co-autore di “La via della Creazione Consapevole” e autore de "Il monaco che non aveva un passato".
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13 risposte a Il mondo che vedi sei tu

  1. Luca scrive:

    Da alcuni anni non riesco a dirimere una questione: la realtà che sperimento è un riflesso di me, quindi come avete scritto giustamente anche le persone con cui mi relaziono. Adesso, una persona che io percepisco come “esterna” mi sta spiegando come funziona la realtà a specchio, ma lei non sarebbe altro che una parte di me che cerca di farmi risvegliare, quindi io sono al contempo l’osservatore e l’osservato che prende atto degli infiniti “esseri” di cui è costituito man mano che vi interagisce (ma interagisco sempre con me stesso in realtà), oppure esistono comunque innumerevoli coscienze indipendenti e al contempo interdipendenti che “separatamente” sperimentano e si evolvono, e dalla cui interferenza con me prende forma la riflessione del mio inconscio?

    GRAZIE INFINITAMENTE

    • Paolo Marrone scrive:

      Carissimo Luca, esiste solo una coscienza, di cui tutti facciamo parte. E’ un concetto non semplice da spiegare e da capire. Siamo tutti Uno, ma nel contempo abbiamo la facoltà di differenziarci, proiettando all’esterno le diverse parti di noi. La differenziazione è avvenuta nel momento esatto in cui abbiamo creduto di essere separati e “abbiamo dimenticato di riderci sopra”, come è scritto in Un Corso in Miracoli. In realtà il tuo Vero Sè conosce la verità, e ha semplicemente richiesto che qualcuno, in questo tratto di spazio-tempo, venisse a ‘ricordarti’ chi sei veramente. E’ un appuntamento che abbiamo preso all’inizio dei tempi, e il mio blog è il mezzo che il tuo Vero Sè ha escogitato, creandolo, per ricordarti la verità. La verità è che sei una sola cosa con l’Uno, e finchè non lo ricorderai, il tuo Vero Sè escogiterà qualsiasi stratagemma.

      • Antonio scrive:

        il vero avversario del se è l’io.Solo un io al servizio del se che è archetipo di una coscenza condivisa,può aver ragion d’essere.L’io è il bambino vizziato che dice io,io,io-senza preoccupsarsi dei tanti come lui e da lui allontanati,quasi come si fà da bambini.Crescere è pensare gli altri fatti della stessa sostanza nostra.

  2. Luca scrive:

    Grazie della risposta. Se non ho capito male, io sono un essere eterno, non sperimentero’ mai la morte come fine in senso assoluto ma solo come trasformazione di me e del mondo che mi circonda. Colgo l’occasione per augurare Buon Natale!

    • Antonio scrive:

      Io credo che questa vita passata dentro a questo involucro terreno con le passioni del gusto dell’olfatto ,dei senzi,insomma è un ‘ologramma.Siamo come dei bozzoli che sono in attesa di trasformarzi in farfalle.La Morte non esiste!

  3. Amalia scrive:

    La mia esperienza di vita è questa: non faccio che vedere coppie felici,che si amano,quando io non ho un amore. Questo cosa significa? Che ho tanto amore dentro di me? Allora perché agli altri non arriva?

    • Paolo Marrone scrive:

      Carissima Amalia, il tuo concentrarti sulla tua solitudine attira a te situazioni che esaltano questa tua mancanza. Attiri a te tutto ciò su cui poni la tua attenzione. Se ti concentri sulla mancanza di amore, l’Universo ti porta mille occasioni per fartela notare ancora di più. Prova invece a visualizzare il tuo futuro amore e come ti farà sentire felice 😉

  4. Cristina scrive:

    Cosa può succedere quando nel percorso della vita uno dei componenti di una coppia sente di voler arrivare al proprio Se, di intraprendere un cammino di consapevolezza vera e l’altro continua a voler rimanere nel bozzolo? Io penso che due persone non si scelgono per caso, ma negli anni deve esserci un’evoluzione personale e di coppia, purtroppo non sempre accade e questo genera sofferenza in ambedue… Si prova a parlare all’altro ma è come se si parlasse un’altra lingua… Il flusso di scambio di energie di blocca e inevitabilmente ci si separa nel cuore… Il cammino di ricerca va avanti, spero sempre nel futuro e che arrivi un’illuminazione…

    • Paolo Marrone scrive:

      Carissima Cristina, ogni persona che incontriamo nella nostra vita è lì per mostrare qualche lato nascosto di noi stessi, ed aiutarci così a superarlo attraverso la consapevolezza. Probabilmente (ma non conoscendovi è solo una mia ipotesi) il tuo compagno rispecchia una parte di te che non vuole ancora accettare appieno la strada che hai intrapreso. La soluzione la devi trovare al tuo interno. Ringrazia il tuo compagno per averti mostrato questo lato nascosto e poi lavora su di te per portare alla luce ogni tuo dubbio e incertezza. Non fare l’errore di tentare di cambiare l’altra persona.

  5. jep scrive:

    Buongiorno,
    Giusto per capire…se mia figlia viene violentata è perché in fondo in fondo se l’è cercata?

    A me sembra la sua tesi molto vaga.

    • Paolo Marrone scrive:

      Non rispondo volentieri a questo tipo di domande, perchè facilmente si è portati a fraintendere la risposta. Se si intraprende un serio (e sottolineo serio) percorso di crescita personale e spirituale, prima o poi si deve affrontare il problema della propria totale responsabilità rispetto agli eventi che ci accadono, brutti o belli che siano. Non so come sia arrivato a leggere questo post, ma capisco benissimo che senza una dovuta preparazione è difficile accettare questi concetti. Non è possibile rispondere in modo esauriente in queste poche righe, ma una delle cose che tengo a sottolineare è che non è assolutamente esatto usare il termine ‘essersela cercata’. E’ evidente ad ogni persona di buon senso che nessuno si sognerebbe mai di attirare volontariamente a se eventi spiacevoli. Non è questo quello che intendo, ed è questo il motivo per cui non amo rispondere a tale tipo di obiezioni. Tutto accade a livello inconscio, e tutto risponde sempre a precise esigenze di crescita spirituale. Come ho più volte scritto in questo blog, ogni evento accade sempre per permetterci di evolvere attraverso il modo in cui reagiamo ad esso. Scaricare la responsabilità verso l’esterno, o peggio addossandola alla sfortuna, è il modo in cui reagisce un essere totalmente controllato dal proprio ego e identificato con il proprio corpo, e di conseguenza non in grado di esercitare appieno il proprio libero arbitrio. Questa reazione, considerata ‘normale’ dai più, dimostra invece all’Universo (e a noi stessi) di non essere ancora in grado di vedere la vera Realtà oltre il velo, e di non essere quindi pronti per salire di livello sulla scala della consapevolezza. Termino ricordando che non si tratta della ‘mia tesi’, ma di concetti espressi da tantissimi autori, molto ma molto più autorevoli di me. Se è interessato ad approfondire, nella sezione dei libri consigliati può trovare una vasta selezione di testi sull’argomento. Grazie comunque per la domanda e l’opportunità che mi ha dato di chiarire (anche se in parte) questi concetti.

      • jep scrive:

        Egregio,
        Eppure tra le righe …[ prima o poi si deve affrontare il problema della propria totale responsabilità]lei conferma la sua tesi e di convesso il mio quesito. Lei ha paura che gli altri fraintendano in quanto non hanno fatto “un certo percorso”; questo è un discorso settario per niente scientifico.
        Siamo in democrazia e ogniuno può sposare la propria filosofia, ma ciò non può assolverci dal senso di responsabilità.
        Lei si è posta la domanda sull’effetto devastante che potrebbe avere una tesi del genere in personalità fragili?
        Lei sostiene che persone più autorevoli di lei si sono espresse nel merito.
        A me sembra che si ricami in modo astruso su esperimenti scientifici.
        Ad ogni modo le fa onore l’aver pubblicato il mio commento.
        Cordiali saluti

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